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The News Roundup
View More NewsLa presenza di truppe straniere sul territorio di uno Stato alleato è regolata da un complesso insieme di norme internazionali, spesso poco conosciute al grande pubblico. Tra queste, un ruolo centrale è svolto dalla Convenzione di Londra del 1951, che definisce lo status delle forze NATO nei Paesi ospitanti. Si tratta di un accordo nato in un contesto storico particolare, ma ancora oggi fondamentale per comprendere come funzionano le basi militari e quali siano i limiti giuridici della presenza di personale militare straniero.
Dal 1° maggio 2026 gli Emirati Arabi Uniti lasceranno l’Opec, segnando una rottura storica con il cartello petrolifero. Dietro la scelta, una strategia di lungo periodo orientata ad aumentare la produzione e guadagnare maggiore autonomia, con effetti destinati a pesare sugli equilibri energetici globali.
World Politics
La Transnistria, piccolo lembo di terra lungo il fiume Dniester, tra Moldavia e Ucraina, è uno degli esempi più significativi di conflitto congelato post-sovietico in Europa orientale. Formalmente parte della Moldavia, la regione si è autoproclamata indipendente nel 1990, subito dopo il crollo dell’Unione Sovietica, con un proprio governo, esercito e moneta. Tuttavia, nessuno Stato membro delle Nazioni Unite ne riconosce l’indipendenza, e per la comunità internazionale resta territorio moldavo.
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Il Mondo in Pillole
Xi Jinping, nato il 15 giugno 1953 a Beijing, è una delle figure più influenti e discusse del panorama politico globale. Segretario generale del Partito Comunista Cinese (PCC), Presidente della Repubblica Popolare Cinese e presidente della Commissione Militare Centrale, Xi svolge un ruolo chiave nel plasmare il destino della Cina e influenzare le dinamiche internazionali.
Geopolitica
Crisi energetica globale: perché guerre e politica internazionale influenzano le bollette
L’energia è diventata uno dei principali strumenti di pressione nella politica internazionale. Le tensioni tra grandi potenze, i conflitti regionali e le nuove strategie commerciali stanno modificando profondamente il mercato energetico mondiale.
Le Alture del Golan, una regione montuosa situata al confine tra Israele e Siria, sono da decenni al centro di contese politiche e militari. Acquisite da Israele durante la Guerra dei Sei Giorni nel 1967, queste alture non solo offrono un vantaggio strategico per il controllo della zona, ma sono anche una fonte essenziale di risorse idriche e agriculturali. Questo articolo esplora l’importanza storica e strategica del Golan, mettendo in luce le motivazioni alla base delle tensioni persistenti tra le due nazioni.
Nel panorama delle scienze politiche, pochi pensatori hanno avuto un impatto così profondo e duraturo come John Mearsheimer. Questo politologo statunitense ha rivoluzionato la comprensione delle dinamiche internazionali, offrendo un’analisi realistica e critica delle strategie di potere degli Stati. Con una carriera dedicata allo studio del ruolo delle grandi potenze e della geopolitica, Mearsheimer mette in discussione le narrazioni più ottimistiche sull’ordine mondiale, evidenziando come la ricerca di sicurezza e dominio possa portare a tensioni e conflitti globali.
Nel cuore della recente tempesta finanziaria, innescata dalla minaccia di nuovi dazi statunitensi contro l’Unione Europea e dal riaccendersi delle tensioni commerciali con la Cina, si fa strada una dinamica sempre più centrale nella politica economica globale: l’intreccio tra geopolitica e finanza. In un’epoca in cui le dichiarazioni di un leader possono muovere miliardi in pochi minuti, la sovrapposizione tra decisione politica e reazione dei mercati solleva interrogativi strutturali, non solo etici o normativi.
Gli Accordi di Abramo rappresentano uno dei più significativi avanzamenti nelle relazioni diplomatiche del Medio Oriente degli ultimi decenni, segnando un momento storico di normalizzazione tra Israele e alcuni paesi arabi. Firmati nel 2020 con l’obiettivo di promuovere la pace, la stabilità e la cooperazione economica nella regione, questi accordi hanno aperto nuove prospettive per un clima di dialogo e collaborazione tra nazioni che storicamente hanno vissuto tensioni e conflitti. In questo articolo, esploreremo il contesto di formazione, gli obiettivi, i principali attori coinvolti e le sfide future degli Accordi di Abramo.
Middle East News
L’offensiva militare contro l’Iran continua ad alimentare una spirale di tensione che, almeno per ora, non sembra aver modificato l’atteggiamento di Teheran. Al contrario, gli sviluppi dell’ultima settimana indicano che il conflitto si sta progressivamente estendendo all’intero Medio Oriente, coinvolgendo un numero crescente di attori regionali e aumentando i rischi per la sicurezza energetica e marittima.
Nel sistema internazionale contemporaneo esistono entità politiche che, pur possedendo molti degli elementi tipici di uno Stato sovrano, non godono di un pieno riconoscimento da parte della comunità internazionale. Queste realtà vengono generalmente definite Stati de facto, una categoria che rappresenta una delle questioni più complesse e controverse delle relazioni internazionali moderne.
Nel panorama politico del XX secolo, poche figure hanno lasciato un’impronta tanto profonda e controversa quanto Margaret Thatcher, la “Iron Lady” che guidò il Regno Unito per oltre un decennio trasformandone economia, società e ruolo internazionale. Tra gli eventi che segnarono la sua leadership, la guerra delle Falkland del 1982 rappresenta uno spartiacque decisivo: un conflitto breve ma intensissimo, capace di ribaltare il suo consenso interno e ridefinire l’immagine della Gran Bretagna nel mondo.
Negli anni della Guerra Fredda, la politica estera degli Stati Uniti fu segnata da uno degli scandali più controversi e complessi della sua storia: l’Iran-Contra, noto anche come Irangate. Un intreccio di operazioni segrete, violazioni della legge e strategie geopolitiche che mise in luce i limiti e le contraddizioni dell’amministrazione di Ronald Reagan. Lo scandalo esplose ufficialmente nel 1986, ma le sue radici affondano negli anni precedenti, tra Medio Oriente e America Latina, in un contesto globale dominato dalla rivalità tra Stati Uniti e Unione Sovietica.
Lo scontro tra Stati Uniti e Venezuela non nasce da un singolo evento, ma trova nella contrapposizione tra Donald Trump e Nicolás Maduro il suo punto di rottura. Le relazioni tra USA e Venezuela erano già diventate tese a partire dalla prima elezione a presidente di Hugo Chávez nel 1998, artefice della svolta socialista del Paese attraverso la cosiddetta “rivoluzione bolivariana”. Questa ideologia, opposta a quella statunitense, si basava su un programma politico di sinistra fondato sulla lotta alla corruzione e alla povertà. Chávez si avvicinò progressivamente a Russia, Cina e Iran, tradizionali avversari di Washington.
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Pillole di Storia
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L’Arabia Saudita ha annunciato la creazione di una nuova coalizione militare marittima internazionale con l’obiettivo di garantire la sicurezza della navigazione nel Mar Rosso, nello stretto di Bab el-Mandeb e nel Golfo di Aden, tre delle rotte commerciali più importanti al mondo per il trasporto di energia e merci.
L’espressione interesse nazionale è tra le più utilizzate e, al tempo stesso, tra le più fraintese del lessico politico contemporaneo. In Italia, più che altrove, il termine è stato spesso caricato di significati ideologici, fino a diventare oggetto di una contrapposizione che ne ha oscurato il valore analitico. Eppure, ogni Stato, indipendentemente dalla forma di governo o dall’orientamento politico delle sue classi dirigenti, agisce sulla base di un insieme di interessi permanenti che ne guidano le scelte interne ed esterne.
Il Mondiale di calcio 2026, il più grande, inclusivo e universale della storia, per usare le parole del presidente FIFA Gianni Infantino, è cominciato all’Azteca di Città del Messico con una cerimonia trionfale. Peccato che nelle settimane precedenti il torneo avesse già scritto alcune delle sue pagine più istruttive, non sui campi di gioco ma negli aeroporti.
La guerra contemporanea viene sempre meno raccontata e sempre più esposta. Scorre sugli schermi sotto forma di immagini, video, montaggi, flussi emotivi. Viene condivisa, rilanciata, reinterpretata, talvolta persino estetizzata. Non è un fenomeno del tutto nuovo, ma negli ultimi anni ha assunto una forma diversa e più radicale.