martedì, Agosto 11

The News Roundup

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Il Sud Sudan, il più giovane stato del mondo, ha avuto una storia travagliata di conflitti armati, instabilità politica e crisi umanitarie. Dopo aver ottenuto l’indipendenza dal Sudan nel 2011, il paese ha sperimentato immediatamente tensioni interne che sono sfociate in un lungo e sanguinoso conflitto civile.

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World Politics

La Transnistria, piccolo lembo di terra lungo il fiume Dniester, tra Moldavia e Ucraina, è uno degli esempi più significativi di conflitto congelato post-sovietico in Europa orientale. Formalmente parte della Moldavia, la regione si è autoproclamata indipendente nel 1990, subito dopo il crollo dell’Unione Sovietica, con un proprio governo, esercito e moneta. Tuttavia, nessuno Stato membro delle Nazioni Unite ne riconosce l’indipendenza, e per la comunità internazionale resta territorio moldavo.

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Roundup

Geopolitica

Il 17 febbraio 2026, nel corso dei colloqui indiretti a Ginevra mediati dall’Oman, il ministro degli esteri iraniano Araghchi dichiarava che Iran e Stati Uniti avevano raggiunto un’intesa su alcuni principi guida. Un funzionario statunitense parlava di progressi limitati ma reali. Undici giorni dopo, il 28 febbraio, mentre gli attacchi statunitensi e israeliani colpivano obiettivi iraniani su larga scala, il ministro degli esteri omanita Badr Albusaidi era ancora impegnato in una mediazione attiva tra Washington e Teheran. Il suo comunicato di condanna è arrivato a conflitto già avviato: i negoziati erano stati interrotti senza preavviso, mentre erano formalmente aperti.

Negli ultimi anni, diversi colpi di stato hanno destabilizzato paesi in Africa e Asia, mentre persistono tensioni in aree contese come il Mar Cinese Meridionale. Contemporaneamente, vari leader internazionali affrontano crescenti sfide interne ed esterne, guidando a un panorama politico globale in costante evoluzione.

La penisola di Yamal, situata nel cuore dell’Artico russo, è uno dei territori più strategici del pianeta. Circondata dal Mare di Kara e dai ghiacci del Circolo Polare, Yamal – che in lingua nativa significa “la fine della terra” – è un laboratorio naturale e politico in cui si incontrano risorse energetiche, clima estremo e geopolitica globale. Qui la Russia ha concentrato alcune delle più grandi infrastrutture di estrazione di gas naturale al mondo, trasformando la regione in un hub economico fondamentale per il Paese e in un nodo cruciale nel mercato energetico globale.

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Middle East News

L’offensiva militare contro l’Iran continua ad alimentare una spirale di tensione che, almeno per ora, non sembra aver modificato l’atteggiamento di Teheran. Al contrario, gli sviluppi dell’ultima settimana indicano che il conflitto si sta progressivamente estendendo all’intero Medio Oriente, coinvolgendo un numero crescente di attori regionali e aumentando i rischi per la sicurezza energetica e marittima.

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Nel sistema internazionale contemporaneo esistono entità politiche che, pur possedendo molti degli elementi tipici di uno Stato sovrano, non godono di un pieno riconoscimento da parte della comunità internazionale. Queste realtà vengono generalmente definite Stati de facto, una categoria che rappresenta una delle questioni più complesse e controverse delle relazioni internazionali moderne.

Nel panorama politico del XX secolo, poche figure hanno lasciato un’impronta tanto profonda e controversa quanto Margaret Thatcher, la “Iron Lady” che guidò il Regno Unito per oltre un decennio trasformandone economia, società e ruolo internazionale. Tra gli eventi che segnarono la sua leadership, la guerra delle Falkland del 1982 rappresenta uno spartiacque decisivo: un conflitto breve ma intensissimo, capace di ribaltare il suo consenso interno e ridefinire l’immagine della Gran Bretagna nel mondo.

Negli anni della Guerra Fredda, la politica estera degli Stati Uniti fu segnata da uno degli scandali più controversi e complessi della sua storia: l’Iran-Contra, noto anche come Irangate. Un intreccio di operazioni segrete, violazioni della legge e strategie geopolitiche che mise in luce i limiti e le contraddizioni dell’amministrazione di Ronald Reagan. Lo scandalo esplose ufficialmente nel 1986, ma le sue radici affondano negli anni precedenti, tra Medio Oriente e America Latina, in un contesto globale dominato dalla rivalità tra Stati Uniti e Unione Sovietica.

Lo scontro tra Stati Uniti e Venezuela non nasce da un singolo evento, ma trova nella contrapposizione tra Donald Trump e Nicolás Maduro il suo punto di rottura. Le relazioni tra USA e Venezuela erano già diventate tese a partire dalla prima elezione a presidente di Hugo Chávez nel 1998, artefice della svolta socialista del Paese attraverso la cosiddetta “rivoluzione bolivariana”. Questa ideologia, opposta a quella statunitense, si basava su un programma politico di sinistra fondato sulla lotta alla corruzione e alla povertà. Chávez si avvicinò progressivamente a Russia, Cina e Iran, tradizionali avversari di Washington.

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L’espressione interesse nazionale è tra le più utilizzate e, al tempo stesso, tra le più fraintese del lessico politico contemporaneo. In Italia, più che altrove, il termine è stato spesso caricato di significati ideologici, fino a diventare oggetto di una contrapposizione che ne ha oscurato il valore analitico. Eppure, ogni Stato, indipendentemente dalla forma di governo o dall’orientamento politico delle sue classi dirigenti, agisce sulla base di un insieme di interessi permanenti che ne guidano le scelte interne ed esterne.

Il Mondiale di calcio 2026, il più grande, inclusivo e universale della storia, per usare le parole del presidente FIFA Gianni Infantino, è cominciato all’Azteca di Città del Messico con una cerimonia trionfale. Peccato che nelle settimane precedenti il torneo avesse già scritto alcune delle sue pagine più istruttive, non sui campi di gioco ma negli aeroporti.

La guerra contemporanea viene sempre meno raccontata e sempre più esposta. Scorre sugli schermi sotto forma di immagini, video, montaggi, flussi emotivi. Viene condivisa, rilanciata, reinterpretata, talvolta persino estetizzata. Non è un fenomeno del tutto nuovo, ma negli ultimi anni ha assunto una forma diversa e più radicale.