L’Arabia Saudita ha annunciato la creazione di una nuova coalizione militare marittima internazionale con l’obiettivo di garantire la sicurezza della navigazione nel Mar Rosso, nello stretto di Bab el-Mandeb e nel Golfo di Aden, tre delle rotte commerciali più importanti al mondo per il trasporto di energia e merci.
L’iniziativa, denominata Multinational Maritime Defense Alliance, riunisce quattordici Paesi e nasce in un contesto di crescente instabilità regionale, aggravata dalla guerra tra Stati Uniti e Iran e dagli attacchi dei ribelli Houthi contro il traffico navale nel Mar Rosso.
Una risposta alle minacce sulle rotte energetiche
Secondo il Ministero della Difesa saudita, la nuova alleanza punta a rafforzare la cooperazione tra gli Stati partecipanti per garantire la libertà di navigazione e la sicurezza delle principali vie marittime che collegano l’Oceano Indiano al Mediterraneo.
L’annuncio arriva mentre la crisi nello Stretto di Hormuz continua a mettere sotto pressione i mercati energetici internazionali. La riduzione del traffico attraverso quel passaggio strategico ha infatti spinto una quota crescente delle esportazioni di petrolio verso itinerari alternativi che attraversano il Mar Rosso e il Bab el-Mandeb, rendendo quest’ultimo un nodo ancora più sensibile.
Negli ultimi mesi la rotta è stata ripetutamente interessata dagli attacchi dei ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, che hanno preso di mira navi commerciali e petroliere dirette verso il Canale di Suez.
I Paesi aderenti
Alla riunione costitutiva hanno preso parte rappresentanti di 43 dei 51 Stati invitati. Tra i firmatari figurano Arabia Saudita, Turchia, Pakistan, Egitto, Giordania, Qatar, Kuwait, Bahrein, Gibuti, Somalia, Bangladesh, Yemen, Sudan e Comore. Ha partecipato anche una delegazione dell’Unione Europea.
Particolarmente significativa è invece l’assenza degli Emirati Arabi Uniti e dell’Oman, due attori che condividono con Riad l’interesse a mantenere aperte le rotte commerciali della regione ma che, almeno in questa fase, hanno scelto di non aderire formalmente all’iniziativa.
Il governo saudita ha comunque precisato che la coalizione resta aperta all’ingresso di nuovi membri.
Intelligence e operazioni congiunte
La nuova alleanza prevede un ampio coordinamento tra le marine militari dei Paesi aderenti. Le attività comprenderanno la condivisione di informazioni di intelligence, la pianificazione operativa comune, esercitazioni congiunte e missioni navali coordinate per proteggere il traffico commerciale.
Riad ha sottolineato che la coalizione ha una natura esclusivamente difensiva e non è rivolta contro alcun Paese specifico, pur nascendo in un contesto di crescente confronto con l’Iran e con i gruppi armati a esso vicini.
L’Arabia Saudita ospiterà il quartier generale dell’organizzazione, anche se la sede non è stata ancora resa pubblica.
Perché Bab el-Mandeb è così strategico
Lo stretto di Bab el-Mandeb rappresenta uno dei principali punti di passaggio del commercio mondiale. Largo appena 29 chilometri nel suo tratto più stretto, collega il Golfo di Aden al Mar Rosso e costituisce, insieme al Canale di Suez, una delle porte d’accesso tra Asia, Africa ed Europa.
Attraverso questo corridoio transita circa il 10-12% del commercio marittimo globale, inclusi milioni di barili di petrolio ogni giorno. Qualsiasi interruzione della navigazione può quindi avere ripercussioni immediate sui prezzi dell’energia e sulle catene di approvvigionamento internazionali.
La posizione geografica conferisce inoltre agli Houthi un importante vantaggio strategico. Il gruppo controlla gran parte della costa occidentale dello Yemen affacciata sullo stretto, condizione che gli consente di minacciare il traffico navale con droni, missili e imbarcazioni esplosive.
Un tassello della nuova architettura di sicurezza regionale
La nascita della Multinational Maritime Defense Alliance rappresenta un ulteriore segnale della trasformazione degli equilibri di sicurezza in Medio Oriente. Con il progressivo deterioramento della situazione nello Stretto di Hormuz e l’aumento delle minacce nel Mar Rosso, i Paesi della regione stanno cercando di rafforzare i meccanismi di cooperazione militare per garantire la continuità delle esportazioni energetiche e la sicurezza delle rotte commerciali.
Resta però da capire quale sarà il coordinamento operativo tra la nuova coalizione guidata da Riad e le missioni navali già presenti nell’area, come quella europea nel Mar Rosso, e soprattutto se la nuova iniziativa sarà sufficiente a scoraggiare gli attacchi degli Houthi e a ridurre il rischio di un’ulteriore escalation nel quadrante mediorientale.
