Dopo sedici anni di dominio politico, si chiude in modo netto l’era di Viktor Orbán in Ungheria. Le elezioni segnano una svolta storica: Peter Magyar e il suo partito Tisza conquistano una larga vittoria, assicurandosi una maggioranza dei due terzi in Parlamento.
“Ce l’abbiamo fatta. Abbiamo liberato l’Ungheria”, ha dichiarato Magyar dal palco allestito a Budapest, davanti a una folla in festa. Il leader dell’opposizione ha parlato di “vittoria storica”, sottolineando l’ampiezza del successo elettorale dopo una giornata segnata da un’affluenza record.
Secondo i risultati definitivi, Tisza ottiene 138 seggi, mentre Fidesz si ferma a 55. Numeri che segnano non solo un cambio di governo, ma un vero e proprio ribaltamento degli equilibri politici del Paese.
Nel suo discorso, Magyar ha rivendicato la portata simbolica del risultato: “Abbiamo fatto cadere un regime, abbiamo riconquistato la nostra patria”. Poi un appello all’unità nazionale, rivolto anche a chi non lo ha sostenuto: “Siamo partiti in pochi, come Davide contro Golia. Oggi dobbiamo costruire insieme il futuro”.
Di tono opposto, ma senza contestazioni, la reazione di Orbán. Il premier uscente ha riconosciuto la sconfitta parlando di un esito “doloroso ma chiaro”: “La responsabilità di governare non ci è stata affidata”. Dopo aver ringraziato i suoi elettori, ha promesso che continuerà a servire il Paese dall’opposizione, ribadendo: “Non mi arrenderò mai”.
Le reazioni internazionali
Il risultato ha avuto un’immediata eco internazionale. La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha fatto gli auguri al vincitore, sottolineando i “profondi legami di amicizia” tra Italia e Ungheria e auspicando una collaborazione costruttiva.
Dall’Europa, il segnale è stato ancora più netto. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha parlato di un momento simbolico: “L’Ungheria ha scelto l’Europa”. Un messaggio che lascia intendere un possibile riavvicinamento tra Budapest e Bruxelles, dopo anni di tensioni.
Tra i primi leader a congratularsi anche il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier britannico Keir Starmer, che hanno evidenziato il valore democratico del voto e la prospettiva di una cooperazione europea più solida.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato di “schiacciante vittoria”, auspicando un rilancio dei rapporti tra Kiev e Budapest dopo le recenti tensioni. Anche Barack Obama ha definito il risultato “una vittoria per la democrazia”, inserendolo nel più ampio contesto di rafforzamento delle istituzioni democratiche in Europa.
La reazione di Mosca
Di segno opposto il commento proveniente dalla Russia. Il vicepresidente del Consiglio della Federazione, Konstantin Kosachev, ha parlato di una “tempesta perfetta” in arrivo sull’Unione Europea. Secondo Mosca, la sconfitta di Orbán – considerato uno degli alleati più vicini al Cremlino all’interno dell’Ue – rappresenta solo una vittoria “tattica” per Bruxelles, destinata però a scontrarsi con problemi economici e geopolitici crescenti.
La vittoria di Magyar segna dunque un passaggio cruciale non solo per l’Ungheria, ma per l’intero equilibrio europeo. Resta ora da capire quanto rapidamente il nuovo governo riuscirà a tradurre il successo elettorale in una svolta politica concreta, dentro e fuori i confini nazionali.
