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L’origine dello scontro Lo scontro tra Stati Uniti e Venezuela non nasce da un singolo evento, ma trova nella contrapposizione tra Donald Trump e Nicolás Maduro il suo punto di rottura. Le relazioni tra USA e Venezuela erano già diventate tese a partire dalla prima elezione a presidente di Hugo Chávez nel 1998, artefice della svolta socialista del Paese attraverso la cosiddetta “rivoluzione bolivariana”. Questa ideologia, opposta a quella statunitense, si basava su un programma politico di sinistra fondato sulla lotta alla corruzione e alla povertà. Chávez si avvicinò progressivamente a Russia, Cina e Iran, tradizionali avversari di Washington. Le…
La Petróleos de Venezuela S.A. (PDVSA) rappresenta uno degli asset più strategici del Venezuela, non solo come principale fonte di ricchezza, ma anche come strumento di politica interna e internazionale. Fondata nel 1976 in seguito alla nazionalizzazione delle risorse petrolifere, PDVSA ha incarnato per decenni il potere economico del Paese, diventando sinonimo della cosiddetta “Venezuelan oil state” e trasformandosi in uno dei principali protagonisti del mercato globale del petrolio. Durante gli anni di Hugo Chávez, PDVSA è stata integrata nel progetto della rivoluzione bolivariana, assumendo un ruolo chiave non solo nella produzione e vendita di greggio, ma anche nella politica…
Rafael Darío Ramírez Carreño, 63 anni, è una delle figure più emblematiche della storia recente del Venezuela. Ex ministro del Petrolio di Hugo Chávez e presidente di PDVSA, la compagnia petrolifera statale, Ramírez è stato per oltre un decennio l’uomo chiave di una delle risorse più strategiche del Paese: il petrolio. La sua carriera ha intrecciato politica, economia e diplomazia, trasformandolo in un protagonista assoluto della rivoluzione bolivariana. Ingegnere di formazione, Ramírez entra nella sfera politica nel 2002, quando viene nominato nel consiglio di amministrazione di PDVSA. Nel giro di pochi anni diventa presidente della compagnia e Ministro dell’Energia e…
La Dichiarazione di Iguaçu, firmata il 30 novembre 1985 dai presidenti di Brasile e Argentina, José Sarney e Raúl Alfonsín, rappresenta uno spartiacque nella storia politica ed economica del Sud America. Più che un semplice accordo bilaterale, fu un atto politico di riconciliazione strategica tra due Paesi che per decenni avevano vissuto in una relazione segnata da rivalità, diffidenza e competizione geopolitica. Il contesto in cui nacque la Dichiarazione di Iguaçu è fondamentale per comprenderne la portata. Brasile e Argentina uscivano da lunghe dittature militari, entrambe terminate nei primi anni Ottanta. La transizione democratica aprì una finestra storica: la possibilità…
Il Mercosur è composto da Stati con dimensioni, strutture economiche e priorità politiche molto diverse. Questa eterogeneità rappresenta al tempo stesso una risorsa e una fonte di tensioni all’interno del blocco. I membri effettivi sono Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Bolivia, quest’ultima entrata recentemente come membro a pieno titolo. Brasile e Argentina costituiscono il fulcro del Mercosur. Il Brasile, prima economia dell’America Latina, vede nel blocco uno strumento per consolidare la propria leadership regionale e rafforzare la propria proiezione globale. L’Argentina, storicamente più vulnerabile dal punto di vista macroeconomico, utilizza il Mercosur come leva di stabilizzazione e protezione del proprio…
Il Mercosur, acronimo di Mercado Común del Sur, è molto più di un semplice accordo commerciale: rappresenta il principale tentativo di integrazione economica e politica dell’America meridionale. Nato ufficialmente nel 1991, il blocco riunisce alcune delle maggiori economie del continente con l’obiettivo di costruire uno spazio economico integrato, capace di rafforzare la posizione regionale e internazionale dei suoi membri. A differenza di altre aree di libero scambio, il Mercosur nasce con un’ambizione dichiarata di lungo periodo: non limitarsi alla riduzione dei dazi, ma arrivare alla creazione di un mercato comune fondato sulla libera circolazione di beni, servizi, capitali e persone.…
Le dichiarazioni di Donald Trump sul “collasso imminente” di Cuba non vanno interpretate come una semplice previsione, bensì come un atto politico deliberato. Più che annunciare un evento, l’ex presidente americano costruisce una cornice narrativa funzionale alla strategia di Washington: presentare il possibile tracollo dell’Avana come un processo interno, inevitabile, quasi naturale. La cattura di Nicolás Maduro segna infatti, dal punto di vista statunitense, la fine di un ciclo geopolitico preciso: quello dell’asse Caracas–Avana, fondato su uno scambio tanto essenziale quanto spietato – energia in cambio di sicurezza, intelligence e sostegno politico. Per Cuba, la perdita del petrolio venezuelano non…
Orlando Letelier e Carlos Prats rappresentano due delle figure più emblematiche della resistenza cilena contro la dittatura militare di Augusto Pinochet, vittime della repressione politica che il regime cileno estese ben oltre i confini nazionali. Le loro morti tragiche illustrano la portata della violenza extraterritoriale e il costo personale di chi si oppone a regimi autoritari. Orlando Letelier, nato nel 1932, fu ambasciatore cileno negli Stati Uniti e ministro del governo di Salvador Allende, il presidente democraticamente eletto rovesciato dal colpo di stato del 1973. Figura di spicco della politica cilena e convinto sostenitore della democrazia, Letelier si trasferì negli…
Signora Presidentessa, Eccellenze, Capi di Stato, Capi di governo e Alti Rappresentanti dei governi del mondo.Un felice buongiorno a tutti. Per prima cosa voglio invitare, con molto rispetto, chi non ha potuto leggere questo libro, affinché lo legga: Noam Chomsky, uno dei più prestigiosi intellettuali di questa America e del mondo. (mostra il libro al pubblico)Chomsky, uno dei suoi ultimi lavori: “Egemonia o Sopravvivenza. La strategia imperialista degli Stati Uniti”. Eccellente lavoro che descrive ciò che è successo nel mondo nel XX secolo e quello che sta succedendo ora, ossia la più grande minaccia che pende su questo Pianeta: la pretesa…
La ricostruzione dell’industria petrolifera venezuelana non è solo una questione economica: è un tema che tocca politica, società e storia del Paese. Con circa 30 milioni di abitanti e un territorio grande quanto Francia e Germania messe insieme, il Venezuela non può essere ridotto a una semplice enclave petrolifera. Dal 1943, quando il Paese era già il maggior esportatore mondiale di petrolio, le compagnie internazionali avevano dovuto accettare contratti che garantivano una condivisione significativa delle ricchezze estratte, permettendo alla nazione di costruire un’economia diversificata e una classe media solida negli anni ’60. Il boom petrolifero, però, è sempre stato soggetto…