Autore: Redazione
In un Medio Oriente segnato da tensioni profonde, l’Iran resta un attore chiave la cui politica estera si definisce tanto per gli avversari che per gli alleati che cerca di consolidare. Per comprendere le dinamiche di Teheran, è necessario guardare oltre i titoli degli scontri, entrando nella complessità delle relazioni globali e regionali. Al centro delle principali contrapposizioni si collocano Stati Uniti e Israele. Washington è il principale avversario strategico dell’Iran da oltre quattro decenni, con sanzioni economiche, pressione diplomatica e opposizione al programma nucleare. Israele percepisce Teheran come minaccia esistenziale, mentre l’Iran sostiene gruppi come Hezbollah in Libano e…
Le proteste che attraversano l’Iran non sono un incidente geopolitico né una manovra telecomandata dall’estero. Sono il prodotto di una frattura profonda e ormai insanabile tra la società iraniana e il potere che la governa. Nascono da condizioni materiali precise – inflazione, disoccupazione, salari svalutati, corruzione diffusa – ma si alimentano soprattutto di una sensazione più radicale: quella di essere stati esclusi da qualsiasi possibilità di futuro. Uomini e donne che scendono in piazza a Teheran, Mashhad o Isfahan non lo fanno perché sedotti da promesse occidentali o istruiti da qualche centrale di intelligence. Lo fanno perché vivono in un…
La Rivoluzione islamica del 1979 ha segnato una frattura profonda non solo nella storia politica dell’Iran, ma nell’intero equilibrio del Medio Oriente. Con la caduta della monarchia dello Scià e l’instaurazione della Repubblica islamica guidata dall’ayatollah Ruhollah Khomeini, Teheran si è affermata come una potenza ideologica, portatrice di un progetto politico-religioso alternativo all’ordine regionale e internazionale esistente. Il principio della velayat-e faqih, che attribuisce alla Guida Suprema il ruolo centrale nello Stato, non ha rappresentato soltanto una riforma istituzionale, ma il fondamento di una visione destinata a proiettarsi oltre i confini nazionali. Nel contesto della Guerra fredda, l’Iran rivoluzionario scelse…
L’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO) rappresenta uno dei principali strumenti di cooperazione militare e di sicurezza collettiva nella regione eurasiatica, con particolare focus su Asia Centrale e Russia. Fondata nel 2002, la CSTO riunisce Russia, Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan, con l’obiettivo di garantire la stabilità interna dei membri, prevenire conflitti regionali e contrastare minacce comuni quali terrorismo, traffico di armi e criminalità organizzata. Struttura e funzionamentoLa CSTO opera come un’alleanza militare intergovernativa basata sul principio di difesa collettiva: un attacco a uno Stato membro è considerato un attacco a tutti. L’organizzazione possiede un Consiglio collettivo di…
L’Islamic State Khorasan Province (ISKP), branca afghana dello Stato Islamico, rappresenta una delle minacce non statali più insidiose in Asia Centrale e nella regione afghana. Nato nel 2015 da dissidenti talebani e combattenti stranieri, l’ISKP ha rapidamente ampliato la propria influenza nelle province orientali e meridionali dell’Afghanistan, cercando di estendere la propria presenza anche nei Paesi vicini come Pakistan, Tagikistan, Kirghizistan e Uzbekistan. Origini e strutturaL’ISKP prende il nome storico di Khorasan, antico territorio che comprendeva l’Afghanistan, parti dell’Iran, del Pakistan e dell’Asia centrale settentrionale. Il gruppo si è distinto fin dagli inizi per la sua estrema brutalità e per…
L’Asia Centrale si appresta a entrare nel 2026 con un quadro di relativa stabilità politica, favorito da una maggiore coordinazione regionale e dall’assenza di conflitti interstatali immediati. Tuttavia, dietro questa apparente calma, permangono vulnerabilità profonde legate a dinamiche demografiche, gestione delle risorse naturali e pressioni geopolitiche esterne. Negli ultimi anni, i governi dei cinque stati della regione hanno compiuto progressi significativi nella gestione dei conflitti di confine e nella cooperazione multilaterale. Dichiarazioni congiunte come la Khujand Declaration hanno rafforzato la fiducia reciproca e promosso un senso di solidarietà regionale. Tuttavia, problematiche strutturali come la scarsità idrica, le disparità economiche e…
Il crollo finanziario ed economico del 2019 ha rappresentato un’opportunità eccezionale per tracciare un nuovo percorso capace di risollevare il Libano dal baratro. Tuttavia, l’establishment politico assetato di potere, che aveva procrastinato il collasso dal 2017, ha fatto della protezione delle banche fallite la priorità assoluta, facilitando la fuga di capitali e caricando sui depositanti e sulla società i costi della crisi. Hezbollah ha salvaguardato la corruzione insita nel sistema di condivisione del potere settario, repressivo nei confronti della sollevazione di ottobre. Il Libano ha così sprecato un’opportunità storica di recupero dopo il collasso che ha impoverito milioni di cittadini…
La guerra biennale guidata da Netanyahu ha determinato cambiamenti significativi nel panorama geopolitico e nell’equilibrio di potere in Medio Oriente. Dopo gli attacchi dell’ottobre 2023, Israele ha adottato una politica diversa, passando dal semplice confronto con i proxy iraniani alla loro eliminazione. Oggi tre potenze regionali detengono il controllo, ciascuna con la propria sfera d’influenza e dominio sulla sicurezza. Israele sta trasformandosi in un attore regionale, abbandonando la vecchia politica incentrata esclusivamente sulla propria sicurezza. Oggi è più una potenza militare che diplomatica o politica. Il secondo vincitore è la Türkiye. Ciò è avvenuto a seguito dell’uscita dell’Iran, dopo che…
L’Iraq si trova oggi al centro di una complessa rete di pressioni geopolitiche, costretto a bilanciare le aspettative degli Stati Uniti con la cooperazione strategica con l’Iran. La guerra dei dodici giorni tra Teheran e Tel Aviv del giugno 2025 ha evidenziato quanto Baghdad sia diventata un nodo critico nella regione, dove la sicurezza, la politica interna e gli interessi esterni si intrecciano in maniera delicata e interdipendente. Cooperazione iracheno-iranianaIl rafforzamento dei legami tra Baghdad e Teheran è iniziato con il protocollo di sicurezza firmato ad agosto 2025 tra il consigliere iracheno Qassem al-Araji e l’omologo iraniano Ali Larijani. L’accordo…
Il Sub-Sahara africano sta vivendo una trasformazione demografica senza precedenti, che nei prossimi decenni avrà ripercussioni economiche, sociali e politiche di ampia portata. Con 1,4 miliardi di abitanti, il continente africano è il secondo al mondo per popolazione, e la sua età mediana – appena 18,8 anni – lo rende la regione più giovane del pianeta. Ma il dato più significativo è la rapidità della crescita: il Sub-Sahara cresce a un ritmo annuo del 2,5%, una cifra che porterà la popolazione dell’Africa a crescere di circa un miliardo di persone entro i prossimi 30 anni, nonostante i tassi di mortalità…