Autore: Redazione
Gli Emirati Arabi Uniti (EAU) rappresentano un caso singolare nel panorama internazionale: uno Stato federale composto da sette monarchie assolute, unite sotto un’unica bandiera dal 1971, ma ciascuna con ampia autonomia interna. Comprendere la loro struttura politica significa distinguere con chiarezza tra forma di Stato (come il potere è distribuito territorialmente) e forma di governo (come il potere è organizzato e esercitato), due dimensioni che negli EAU si intrecciano in un sistema originale, lontano sia dalle democrazie parlamentari occidentali sia dai modelli repubblicani del mondo arabo. La forma di Stato: una federazione di sette emirati Gli Emirati Arabi Uniti nascono…
Le elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, svoltesi domenica 6 settembre 2026, hanno consegnato un risultato che ridisegna gli equilibri politici della Germania dell’Est. Alternativa per la Germania (AfD) ha conquistato il 43,8% dei consensi, sfiorando la maggioranza assoluta nel parlamento regionale con 39 seggi. Il candidato del partito, Ulrich Siegmund, si trova ora davanti a un bivio: pur avendo ottenuto un consenso senza precedenti, non dispone dei numeri sufficienti per formare un governo monocolore e dovrà avviare trattative complesse con le altre forze politiche.
Per secoli la geografia del potere è stata relativamente semplice: chi controllava un territorio controllava le sue risorse, le sue infrastrutture e, in larga misura, le persone che lo abitavano. Il confine rappresentava il limite della sovranità. Dentro quel limite lo Stato esercitava la propria autorità; fuori cominciava quella degli altri. Il cyberspazio ha cominciato a rompere questa geometria.
Per molto tempo abbiamo pensato che la geopolitica del XXI secolo sarebbe stata una questione di petrolio, gas e territori. Non è più sufficiente. Il prossimo equilibrio del potere mondiale potrebbe essere deciso da qualcosa di molto meno spettacolare: rame, cobalto, tantalio, germanio, litio e dalle infrastrutture necessarie per estrarli e trasformarli. E in questa partita c’è un Paese che occupa una posizione straordinaria: la Repubblica Democratica del Congo.
Il rapporto tra uso della forza militare, legittimità e ordine internazionale rappresenta uno dei temi centrali della riflessione politica di Stanley Hoffmann, politologo americano di origine francese tra i più importanti studiosi delle relazioni internazionali del Novecento. La sua analisi, sviluppata soprattutto nel contesto della Guerra Fredda e dei profondi mutamenti sociali degli anni Sessanta e Settanta, permette di comprendere una trasformazione fondamentale della politica contemporanea: il progressivo indebolimento dell’accettabilità sociale dell’impiego della forza.
L’Accordo di Chasav-Jurt fu il trattato che pose fine alla Prima guerra cecena, firmato il 31 agosto 1996 nell’omonima località del Daghestan, al confine con la Cecenia. Arrivò dopo quasi due anni di combattimenti che avevano dissanguato entrambe le parti e in un momento di svolta drammatica: il 6 agosto 1996 i ribelli ceceni, guidati da Aslan Maschadov e Šamil’ Basaev, avevano lanciato un’offensiva a sorpresa riconquistando gran parte di Groznyj, nonostante la città fosse presidiata da circa dodicimila soldati russi. Le colonne corazzate inviate in soccorso delle guarnigioni assediate furono respinte con perdite pesanti.
Il fiume Litani è il corso d’acqua più lungo e importante del Libano, un fiume che scorre interamente all’interno dei confini nazionali libanesi ma che, per la sua posizione geografica, è diventato negli ultimi decenni un vero e proprio simbolo geopolitico. Conosciuto nell’antichità con il nome greco di Leontes, il Litani non è soltanto una risorsa idrica vitale per l’agricoltura, l’energia e l’approvvigionamento d’acqua del Libano, ma rappresenta anche una linea di riferimento strategica nei rapporti, spesso conflittuali, tra Libano e Israele.
Che cosa è rimasto della politica estera di Barack Obama? E soprattutto, è davvero esistita una vera e propria “dottrina Obama”? Sono le domande al centro del volume La dottrina Obama. La politica estera americana dalla crisi economica alla presidenza Trump, pubblicato da Textus nel 2017 nella collana Oltrefrontiera. Un libro che analizza gli otto anni dell’amministrazione Obama, dal 2008 al 2016, cercando di comprendere come sia cambiato il ruolo degli Stati Uniti nel mondo e quale eredità il presidente democratico abbia lasciato al suo successore Donald Trump.
Castro’s Cuba 1959–1969: il ritratto fotografico e umano del Comandante attraverso gli occhi di Lee Lockwood
Ci sono libri che raccontano la storia da lontano, e libri che l’hanno vissuta in prima persona. Castro’s Cuba. 1959–1969 di Lee Lockwood appartiene decisamente alla seconda categoria: il resoconto fotografico e testuale di un decennio cruciale della storia cubana, firmato da uno dei pochi giornalisti occidentali ad aver avuto accesso diretto e prolungato a Fidel Castro e al suo entourage.
Norman Mailer, JFK e Superman Comes to the Supermarket: il libro fotografico sulla campagna del 1960
John F. Kennedy, Norman Mailer, la campagna presidenziale americana del 1960 e le fotografie di alcuni dei più importanti fotoreporter del Novecento. Sono questi gli ingredienti di Norman Mailer. JFK. Superman Comes to the Supermarket, un grande volume fotografico pubblicato da TASCHEN.