Anno: 2025
Niamey – La Confederazione degli Stati del Sahel festeggia il primo anno dalla sua creazione, un passo che ha rafforzato…
Secondo un rapporto pubblicato dal Servizio di ricerca del Parlamento europeo (EPRS) negli ultimi anni, la Russia ha intensificato la sua…
Idlib – Hay’at Tahrir al-Sham (HTS), il cosiddetto “Movimento per la Liberazione del Levante”, è diventato negli ultimi anni uno…
Marwan Hamadeh, politico e giornalista libanese, è uno dei volti più conosciuti e influenti del panorama politico del Libano degli…
La Transnistria è una regione situata lungo il tratto di fiume Dniester, nel nord-est della Moldavia, riconosciuta ufficialmente come parte del paese, ma de facto controllata da autorità indipendenti. La regione ha una storia complessa e una situazione geopolitica delicata che continua a influenzare la stabilità dell’area.
Il 9 ottobre 2025, a Sharm el-Sheikh, le delegazioni di Hamas e Israele hanno siglato, grazie alla mediazione di Stati…
Il Nobel per la Pace lo ha vinto María Corina Machado, per tutti “MariCori”. Una delle personalità più in vista non solo del Venezuela, ma probabilmente di tutto il Sud America.
Slobodan Milošević è stato una delle figure politiche più controverse e decisive della storia europea contemporanea. Presidente della Serbia e poi della Repubblica Federale di Jugoslavia tra la fine degli anni ’80 e il 2000, il suo nome è indissolubilmente legato alla dissoluzione violenta della Jugoslavia, alle guerre balcaniche degli anni ’90 e al successivo intervento della NATO nei Balcani. La sua carriera politica è spesso interpretata come il passaggio dalla fine del comunismo jugoslavo a una fase di nazionalismo radicale che contribuì a ridisegnare la mappa politica della regione.
Dopo quasi due anni di conflitto devastante che ha provocato perdite umane e distruzioni su vasta scala nella Striscia di Gaza, le parti — Israele e Hamas — hanno annunciato un accordo preliminare mediato dagli Stati Uniti. Il patto, strutturato in fasi, mira a porre fine alle ostilità, scambiare prigionieri e gettare le basi per una gestione politica transitoria della zona.
Rutte è stato, di fatto, l’iniziatore dell’allarmismo occidentale sulla possibile invasione europea da parte della Russia. Anzi, nemmeno “possibile”: quasi certa. Sì, poiché, nelle discordanti e mai eterogenee versioni che rimbalzano dalle cancellerie europee e non solo, l’ineluttabilità dell’aggressione russa è l’unico denominatore comune: tutto il resto è vacuo e dissonante.