L’Egitto è uno dei Paesi più importanti del mondo arabo, sia per la sua storia sia per la sua posizione geografica. Si trova infatti tra Africa e Asia e controlla il Canale di Suez, una delle principali vie commerciali del mondo. Negli ultimi anni il Paese ha attraversato diversi cambiamenti politici ed economici, soprattutto dopo le proteste del 2011 che portarono alla fine del lungo governo di Hosni Mubarak.
Dopo la caduta di Mubarak, l’Egitto visse un periodo di grande instabilità. Nel 2012 venne eletto presidente Mohamed Morsi, esponente dei Fratelli Musulmani. Il suo governo durò però poco più di un anno. Nel 2013, dopo grandi proteste contro il suo governo, Morsi venne deposto dall’esercito guidato dall’allora generale Abdel Fattah al-Sisi. Quest’ultimo diventò presidente nel 2014 e da allora è rimasto al potere, venendo rieletto anche negli anni successivi.
La situazione politica dell’Egitto è oggi caratterizzata da una forte presenza del presidente e delle istituzioni statali e militari. Formalmente il Paese possiede un sistema elettorale e un Parlamento, ma diverse organizzazioni internazionali denunciano forti limitazioni alla libertà di espressione, alla stampa e all’attività dell’opposizione. Freedom House, nel suo rapporto del 2026, considera l’Egitto un Paese “non libero”, mentre Human Rights Watch ha segnalato arresti e restrizioni nei confronti di oppositori, giornalisti e attivisti.
Un altro problema importante è quello economico. Negli ultimi anni l’Egitto ha dovuto affrontare una forte inflazione, la svalutazione della moneta e un elevato debito pubblico. Per cercare di migliorare la situazione, il governo ha collaborato con il Fondo Monetario Internazionale, adottando diverse riforme economiche. Nel 2026 alcuni indicatori hanno mostrato segnali di miglioramento, ma la situazione rimane difficile per molte famiglie, soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi.
L’economia egiziana dipende molto da alcune importanti fonti di entrate, come il turismo, le rimesse degli egiziani che vivono all’estero e il Canale di Suez. Quest’ultimo è particolarmente importante perché collega il Mediterraneo al Mar Rosso e permette alle navi di evitare di circumnavigare l’Africa. Le tensioni presenti nella regione del Mar Rosso hanno però avuto conseguenze negative sul traffico attraverso il Canale e quindi sulle entrate dello Stato egiziano.
Anche la politica estera ha un ruolo importante. L’Egitto mantiene rapporti con gli Stati Uniti, con l’Unione Europea e con diversi Paesi arabi. La sua posizione vicino alla Striscia di Gaza lo rende inoltre uno degli Stati più importanti nella gestione delle crisi tra Israele e palestinesi. In passato il governo egiziano ha partecipato a diversi tentativi di mediazione e continua a considerare la sicurezza del confine con Gaza e della penisola del Sinai una questione fondamentale.
La situazione dell’Egitto, quindi, è abbastanza complessa. Da una parte il governo cerca di mantenere la stabilità politica e di rilanciare l’economia dopo anni difficili. Dall’altra, il Paese deve affrontare problemi come l’aumento del costo della vita, il debito pubblico e le critiche riguardanti le libertà politiche e i diritti civili.
L’Egitto rimane un Paese fondamentale per gli equilibri del Mediterraneo e del Medio Oriente. La sua posizione geografica, il Canale di Suez e il suo peso politico fanno sì che ciò che accade al suo interno abbia conseguenze anche a livello internazionale. Nei prossimi anni una delle sfide principali sarà riuscire a garantire maggiore crescita economica e stabilità, affrontando allo stesso tempo le difficoltà sociali e politiche presenti nel Paese.