Dal 28 febbraio 2026 Stati Uniti e Israele sono in guerra con l’Iran e con i suoi alleati regionali. In poco più di sette mesi il conflitto ha attraversato fasi molto diverse: un attacco iniziale che ha ucciso la Guida suprema Ali Khamenei, settimane di bombardamenti, la chiusura dello Stretto di Hormuz, un cessate il fuoco fragile, un accordo firmato a giugno e crollato a luglio, fino alla guerra a bassa intensità e ai negoziati incerti di ottobre. Ecco la cronologia essenziale per orientarsi.
Le premesse: dalla guerra dei dodici giorni alle proteste in Iran
Il conflitto del 2026 non nasce dal nulla. Nel giugno 2025 Israele aveva lanciato la cosiddetta guerra dei dodici giorni, colpendo impianti militari e nucleari iraniani; gli Stati Uniti si erano uniti bombardando i siti di Fordo, Natanz e Isfahan, prima di un cessate il fuoco. A settembre 2025 l’ONU aveva reintrodotto le sanzioni contro Teheran con il meccanismo dello snapback, provocando il crollo della moneta iraniana.
Tra la fine del 2025 e gennaio 2026 l’Iran è stato attraversato da grandi proteste antigovernative, represse nel sangue. Mentre a febbraio proseguivano i negoziati sul programma nucleare, Washington ha avviato il più grande rafforzamento militare nella regione dal 2003.
Le tappe principali del conflitto
| Data | Evento |
|---|---|
| 28 febbraio 2026 | Raid USA-Israele (Operation Epic Fury / Roaring Lion): uccisi Ali Khamenei e altri vertici iraniani |
| 1–2 marzo | L’Iran risponde con missili e droni su Israele, basi USA e Paesi del Golfo; Hezbollah riapre il fronte libanese |
| 8 marzo | Mojtaba Khamenei designato nuova Guida suprema |
| Fine marzo | L’Iran blocca lo Stretto di Hormuz e ne rivendica la sovranità |
| 8 aprile | Inizia un cessate il fuoco di due settimane mediato dal Pakistan |
| 11–13 aprile | Falliscono i colloqui di Islamabad; gli USA impongono un blocco navale ai porti iraniani |
| 17 giugno | Trump e Pezeshkian firmano il Memorandum di Islamabad; revocato il doppio blocco |
| 8 luglio | L’Iran attacca navi commerciali a Hormuz; Trump dichiara finito il memorandum |
| 13 luglio | Gli USA ripristinano il blocco navale |
| 20–24 agosto | Washington annuncia sanzioni a chiunque commerci con l’Iran |
| Settembre | Escalation degli Houthi e crisi dello stretto di Bab al-Mandab; colloqui indiretti all’ONU |
| Ottobre | Il Pentagono prepara piani di attacco; Trump esclude raid prima del voto del 3 novembre |
Febbraio-marzo: l’attacco iniziale e la morte di Khamenei
Il 27 febbraio il presidente Donald Trump autorizza l’operazione, che parte la mattina del 28. I primi raid uccidono Ali Khamenei e diversi alti funzionari. Trump dichiara che l’obiettivo è il cambio di regime; Washington cita anche la necessità di impedire all’Iran di dotarsi dell’arma atomica e la repressione delle proteste.
La risposta iraniana è immediata: ondate di missili e droni colpiscono Israele, le basi americane in Medio Oriente e i Paesi del Golfo che le ospitano. Arabia Saudita, Emirati, Kuwait e Bahrein entrano nel conflitto contro Teheran. Il 2 marzo Hezbollah riapre il fronte contro Israele, che a marzo avvia un’occupazione del sud del Libano. L’8 marzo Mojtaba Khamenei, secondo figlio della Guida uccisa, viene designato suo successore.
Hormuz chiuso e la crisi energetica globale
A fine marzo l’Iran chiude lo Stretto di Hormuz, da cui passa una quota enorme del petrolio e del gas mondiali, e ne rivendica la sovranità. È il cuore economico della guerra: il conflitto provoca la più grave interruzione delle forniture petrolifere della storia recente, con effetti su gas, fertilizzanti, trasporto aereo e turismo. Secondo le stime citate dalla stampa americana, a giugno il costo della guerra per gli Stati Uniti aveva superato i 113 miliardi di dollari.
Aprile-giugno: tregua, Islamabad e il memorandum
L’8 aprile entra in vigore un cessate il fuoco di due settimane mediato dal Pakistan. Ma la tregua si incrina quasi subito per gli attacchi israeliani in Libano. I colloqui di Islamabad dell’11–13 aprile, i più alti contatti tra i due Paesi dal 1979, falliscono: il vicepresidente JD Vance annuncia che non c’è accordo e gli Stati Uniti impongono un blocco navale ai porti iraniani.
La svolta arriva a metà giugno. Il 17 giugno Trump e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian firmano il Memorandum di Islamabad: Teheran si impegna a non produrre armi nucleari, gli USA accettano che l’uranio arricchito venga diluito in Iran, e il doppio blocco di Hormuz viene revocato.
Luglio-settembre: il crollo dell’accordo e la guerra a bassa intensità
La pace dura poco. L’8 luglio l’Iran attacca navi commerciali a Hormuz per affermare la propria sovranità sullo stretto e Trump dichiara il memorandum “finito”. Dal 13 luglio torna il blocco navale americano. Seguono settimane di attacchi incrociati: basi USA colpite in Giordania, Kuwait ed Emirati, raid americani sulle coste iraniane, petroliere colpite.
Ad agosto Washington sposta la pressione sul piano economico, minacciando sanzioni contro qualunque Paese continui a commerciare con l’Iran. A settembre l’escalation degli Houthi nello Yemen apre la crisi dello stretto di Bab al-Mandab, mentre a margine dell’Assemblea generale dell’ONU si svolge un round di colloqui indiretti tramite mediatori.
Il bilancio umano
I numeri restano incerti e contestati. Secondo le autorità iraniane le vittime nel Paese sono oltre 3.500; l’ONU stima più di 3.400 civili uccisi e oltre 33.000 feriti. Il governo americano riconosce una ventina di militari statunitensi morti; Israele riporta decine di soldati e civili uccisi. Gravi danni hanno colpito anche siti del patrimonio UNESCO, università e ospedali.
Per gli sviluppi di ottobre, tra i piani del Pentagono e i negoziati, leggi il nostro approfondimento dedicato.
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FAQ
Quando è iniziata la guerra tra Iran e Stati Uniti?
Il 28 febbraio 2026, con i raid congiunti di Stati Uniti e Israele.
Chi guida oggi l’Iran?
Mojtaba Khamenei è la Guida suprema dall’8 marzo 2026; Masoud Pezeshkian è il presidente.
Cos’è il Memorandum di Islamabad?
L’accordo firmato il 17 giugno 2026 da Trump e Pezeshkian per porre fine alla guerra, crollato l’8 luglio.
Lo Stretto di Hormuz è aperto?
No, non completamente: resta conteso, con il blocco navale USA sui porti iraniani e attacchi alle navi.