Stoccolma – Stati Uniti e Cina tornano a sedersi al tavolo delle trattative, questa volta in Svezia, per il terzo round di colloqui commerciali dall’inizio dell’anno. Al centro dell’agenda, la decisione se prorogare di altri 90 giorni la tregua tariffaria in vigore dal maggio scorso, in scadenza il 12 agosto.
L’appuntamento svedese arriva dopo le tappe di Ginevra a maggio e Londra a giugno, che avevano contribuito ad allentare le tensioni tra le due superpotenze economiche. Ma il clima sui negoziati resta incerto: senza un accordo, il rischio è il ritorno a dazi superiori al 100%, una misura che secondo gli analisti potrebbe avere effetti simili a un embargo commerciale, con gravi ripercussioni sulle catene di approvvigionamento globali.
Pochi progressi, qualche apertura
Finora non è stato raggiunto alcun accordo strutturale, ma si registrano segnali di distensione. Washington ha ottenuto un allentamento delle restrizioni cinesi sulle esportazioni di terre rare, mentre Pechino ha visto parzialmente ripristinato l’accesso ai semiconduttori statunitensi ad alte prestazioni. Come gesto distensivo, l’amministrazione Trump ha anche sospeso temporaneamente alcune restrizioni sull’export tecnologico verso la Cina, per favorire il dialogo.
Temi caldi sul tavolo
A Stoccolma si discuterà, tra l’altro, della sovraccapacità industriale cinese, dei dazi americani sul fentanyl e, secondo alcune fonti, del presunto sostegno di Pechino alla Russia nella guerra in Ucraina. La delegazione cinese dovrebbe chiedere maggiore chiarezza sulle condizioni necessarie per rimuovere le tariffe sull’oppioide sintetico, mentre Washington punterà a strappare garanzie su produzione e concorrenza industriale.
Perché proprio Stoccolma
La scelta della capitale svedese come sede dell’incontro non è casuale. Dopo i colloqui in Svizzera e Regno Unito, il terzo round conferma la preferenza per contesti neutri e privi di simbolismi politici. La Svezia, da sempre considerata un attore diplomatico imparziale, è stata scelta anche per il suo crescente ruolo di mediatore internazionale, come dimostrato dal coinvolgimento al G20 di luglio in Sudafrica.
Verso un possibile vertice Trump–Xi
Sul fondo dei negoziati si muove l’ipotesi di un incontro tra Donald Trump e Xi Jinping, atteso tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. Una proroga della tregua tariffaria aprirebbe la strada a un vertice che potrebbe definire le nuove regole del commercio tra i due giganti.
Per ora, l’obiettivo a Stoccolma non è siglare un accordo storico, ma evitare un ritorno alla guerra commerciale totale. Un risultato che, in un contesto globale già fragile, sarebbe di per sé una notizia positiva.
