Le elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, svoltesi domenica 6 settembre 2026, hanno consegnato un risultato che ridisegna gli equilibri politici della Germania dell’Est. Alternativa per la Germania (AfD) ha conquistato il 43,8% dei consensi, sfiorando la maggioranza assoluta nel parlamento regionale con 39 seggi. Il candidato del partito, Ulrich Siegmund, si trova ora davanti a un bivio: pur avendo ottenuto un consenso senza precedenti, non dispone dei numeri sufficienti per formare un governo monocolore e dovrà avviare trattative complesse con le altre forze politiche.
A pagare il prezzo più alto di questa affermazione è stata la Cdu (Unione cristiano-democratica), che ha perso ben 25 seggi, segnando un vero e proprio tracollo. Il voto della Sassonia-Anhalt viene ora osservato con grande attenzione in vista delle prossime consultazioni elettorali nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore e a Berlino, dove i sondaggi rischiano di essere pesantemente condizionati da questo precedente.
Il contesto religioso e sociale del Land
Per comprendere la portata del risultato è utile guardare ai numeri demografici e religiosi del Land. Su una popolazione di poco meno di 2,2 milioni di residenti (dati del censimento 2022), i cristiani sono circa 300.000: 235.000 protestanti e 66.000 cattolici. La Sassonia-Anhalt si conferma dunque, a tutti gli effetti, un territorio di diaspora cristiana, una condizione comune a gran parte degli ex Länder della Germania dell’Est dopo la riunificazione del 1990.
La reazione delle Chiese: “Preoccupazione per la pace sociale”
La risposta del mondo religioso tedesco non si è fatta attendere. In una nota congiunta, la diocesi cattolica di Magdeburgo, la Chiesa evangelica della Germania centrale (Ekm) e la Chiesa evangelica dell’Anhalt hanno espresso forte preoccupazione:
“Lo Stato è diviso. La nostra preoccupazione è per la pace sociale e la convivenza pacifica dei cittadini nel nostro Stato.”
Le Chiese hanno messo in guardia sulle possibili conseguenze annunciate dall’AfD in ambiti chiave come cultura, istruzione, lavoro comunitario, volontariato, servizi sociali, organizzazioni caritative e sicurezza interna ed esterna. Nel comunicato si legge anche un richiamo alla propria storia di resistenza:
“Come Chiese, abbiamo una lunga storia di resilienza; siamo sopravvissuti a dittature e oppressioni, guerre e crisi, e continueremo ad aprire le nostre porte a tutte le persone che cercano protezione e pace, guarigione e guida nella presenza di Dio.”
L’appello del vescovo di Magdeburgo, mons. Feige
Il vescovo di Magdeburgo, mons. Gerhard Feige, ha rivolto un appello diretto ai vincitori delle elezioni, chiedendo il pieno rispetto della Legge fondamentale tedesca e la difesa della dignità di ogni persona:
“Chiunque voglia assumersi una responsabilità di governo si assume anche la responsabilità di tutti i cittadini del Paese.”
Caritas Germania: “Serve un cambiamento vero”
Anche la presidente di Caritas Germania, Eva Welskop-Deffaa, ha commentato il voto, leggendolo come il segnale di un bisogno diffuso di protezione e stabilità:
“L’esito delle elezioni statali in Sassonia-Anhalt dimostra in modo lampante quante persone auspichino un sistema politico che protegga loro e le loro vite dai cambiamenti. L’AfD è riuscita a dare un volto a questa speranza.”
Welskop-Deffaa ha comunque ribadito il ruolo di Caritas nel sostenere l’immigrazione, la tutela del clima e le riforme del welfare come pilastri imprescindibili per il futuro del Paese, sottolineando l’impegno dell’organizzazione a “difendere la democrazia con l’impegno di molti”.
L’analisi di don Dirk Birgener (Missio-Aachen): “Le persone si sentono abbandonate”
Un’analisi più approfondita arriva da don Dirk Birgener, presidente di Missio-Aachen, in un editoriale pubblicato sul portale della Chiesa cattolica tedesca katholische.de. Birgener riconosce l’impegno della diocesi di Magdeburgo, che ha condotto un’ampia campagna elettorale basata su carità, solidarietà e dignità umana, senza però riuscire a fermare l’avanzata dell’AfD — anche a causa della posizione di minoranza della Chiesa cattolica nella Germania dell’Est.
Secondo Birgener, il voto riflette un sentimento diffuso di abbandono:
“Una possibile spiegazione del risultato elettorale è che le persone si sentono abbandonate. Lo Stato, i partiti politici, i settori chiave dei servizi pubblici e l’impegno civico sono spesso percepiti come assenti.”
Il presidente di Missio-Aachen invita la Chiesa tedesca a una riflessione radicale, nel senso letimologico del termine — “partire dalla radice, dal basso” — puntando su una presenza più forte e autentica nella vita quotidiana delle comunità, lontana da approcci calati dall’alto.
Il vescovo evangelico Kramer: “Una profonda spaccatura attraversa la società”
Il vescovo protestante Friedrich Kramer, alla guida della Chiesa evangelica della Germania centrale, ha commentato il risultato durante il programma ARD “Brennpunkt”, riconoscendo la gravità della frattura sociale emersa dal voto:
“Dovremo affrontare questo risultato. Dimostra chiaramente che una profonda spaccatura attraversa la società.”
Prima delle elezioni, le Chiese avevano promosso campagne come “Vota consapevolmente” e “Cuore invece di odio”, mettendo in guardia sul nazionalismo etnico del partito. Kramer ha ribadito l’impegno a vigilare sulle politiche di un eventuale governo AfD e ha concluso con un messaggio di apertura: “Preghiamo anche per i nostri nemici”.
Wolkenhauer: “Ci opponiamo a qualsiasi divisione della società”
Anche il presidente della Chiesa evangelica dell’Anhalt, Karsten Georg Wolkenhauer, ha ribadito il ruolo delle Chiese di fronte al nuovo scenario politico:
“Ci opponiamo con fermezza a qualsiasi divisione della società, all’indebolimento delle istituzioni democratiche e alla restrizione delle libertà civili attraverso il nostro operato.”
Cosa aspettarsi ora
Con l’AfD forte del 43,8% ma senza maggioranza assoluta, i prossimi mesi in Sassonia-Anhalt saranno segnati da trattative politiche complesse. Le Chiese tedesche, cattoliche e protestanti, si preparano a un ruolo di vigilanza e mediazione sociale, chiedendo a qualsiasi futuro esecutivo il rispetto della dignità umana, dello stato di diritto e delle minoranze. Il voto sassone-anhaltino sarà inoltre un banco di prova cruciale per le elezioni imminenti nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore e a Berlino.
Fonte: agenzia SIR, articolo di Massimo Lavena, 7 settembre 2026.