In un Medio Oriente segnato da tensioni profonde, l’Iran resta un attore chiave la cui politica estera si definisce tanto per gli avversari che per gli alleati che cerca di consolidare. Per comprendere le dinamiche di Teheran, è necessario guardare oltre i titoli degli scontri, entrando nella complessità delle relazioni globali e regionali.
Al centro delle principali contrapposizioni si collocano Stati Uniti e Israele. Washington è il principale avversario strategico dell’Iran da oltre quattro decenni, con sanzioni economiche, pressione diplomatica e opposizione al programma nucleare. Israele percepisce Teheran come minaccia esistenziale, mentre l’Iran sostiene gruppi come Hezbollah in Libano e milizie sciite in Siria e Iraq, proiettando la propria influenza militare e ideologica nella regione. Anche alcune monarchie del Golfo, tra cui Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, mantengono rapporti tesi, in particolare per la competizione di influenza in Yemen, Siria e Iraq.
Per contro, Teheran ha costruito alleanze strategiche volte a mitigare l’isolamento internazionale. Russia e Cina sono partner chiave: Mosca fornisce supporto militare e cooperazione diplomatica, mentre Pechino garantisce sostegno economico e commerciale, consentendo all’Iran di attenuare l’impatto delle sanzioni occidentali. Parallelamente, l’Iran mantiene rapporti con un network di attori non statali, noto come Axis of Resistance, che include Hezbollah, Hamas, milizie sciite in Iraq e gli Houthi in Yemen, rafforzando la propria influenza regionale.
In questo contesto emerge un ruolo peculiare e non convenzionale: la Svizzera. Da oltre cento anni Berna intrattiene relazioni diplomatiche con Teheran, consolidate da scambi commerciali, scientifici e culturali. Dal 1980, la Svizzera rappresenta gli interessi diplomatici degli Stati Uniti in Iran, operando come “potenza protettrice”. Ciò significa che tutela gli interessi di Washington quando i due Paesi non hanno rapporti diretti, fungendo da intermediario neutrale e facilitando dialogo, scambi di messaggi e negoziati sensibili.
Oltre alla mediazione diplomatica, la Svizzera ha promosso iniziative umanitarie come lo Swiss Humanitarian Trade Arrangement (SHTA), canale bancario creato nel 2020 per l’esportazione di beni essenziali iraniani, tra cui farmaci e alimenti. La cooperazione si estende inoltre alla scienza e alla proprietà intellettuale, con scambi accademici e accordi volti a tutelare imprese e ricercatori. Come sottolinea l’Ambasciatore di Svizzera nel Regno Unito dal 2021 al 2025, Markus Leitner, “Svizzera e Iran sono due Paesi che amano le loro tradizioni ma guardano al futuro”, esprimendo il valore di fiducia reciproca costruito nel tempo.
La politica estera iraniana oscilla tra antagonismi profondi e alleanze strategiche articolate. Nemici storici come Stati Uniti, Israele e monarchie del Golfo esercitano una pressione costante, mentre partner come Russia e Cina offrono supporto politico ed economico. In questo scenario, la Svizzera rimane uno dei pochi canali di comunicazione affidabili, un ponte neutrale tra Teheran e il mondo occidentale, che permette di mantenere dialogo e scambi anche nei momenti di massima tensione.
