Hassan Rohani è un politico iraniano considerato relativamente moderato rispetto alle ali più conservatrici del regime islamico. Nato nel 1948 a Sorkheh, nella provincia di Semnan, è un esperto di diritto e scienze politiche, con formazione sia religiosa che accademica.
Rohani è stato segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell’Iran e ha servito come negoziatore principale per l’Iran nei colloqui sul nucleare negli anni 2003-2005, guadagnandosi una reputazione di diplomatico pragmatico e abile nelle trattative internazionali.
Nel 2013 è stato eletto presidente dell’Iran, succedendo a Mahmoud Ahmadinejad, e ha ricoperto il ruolo fino al 2021. Durante la sua presidenza, ha cercato di ridurre l’isolamento internazionale del paese e di migliorare l’economia, promuovendo un’apertura diplomatica soprattutto con l’Occidente. Il risultato più significativo del suo mandato è stato il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), noto come l’accordo sul nucleare iraniano del 2015, che limitava le attività nucleari iraniane in cambio della riduzione delle sanzioni.
Rohani ha spesso cercato un equilibrio tra riforme interne e la conservazione della linea politica del clero, ma ha dovuto affrontare resistenze da parte dei settori più rigidi del governo, compreso il Leader Supremo Ali Khamenei. La sua presidenza è stata quindi caratterizzata da tentativi di apertura internazionale e allo stesso tempo da limiti imposti dalle strutture di potere interne.