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Quando si parla di videogiochi e guerra, il dibattito pubblico si concentra quasi sempre sugli sparatutto commerciali e sul loro effetto sui giocatori civili. Molto meno noto è ciò che accade dentro le forze armate. Negli Stati Uniti il wargaming, cioè l’uso di giochi di guerra digitali e da tavolo, è diventato uno strumento centrale per reclutare, addestrare e perfino curare i militari. A raccontarlo è Aggie Hirst, docente di teoria e metodi delle relazioni internazionali al Dipartimento di War Studies del King’s College di Londra, autrice del primo libro accademico dedicato a questo fenomeno: Politics of Play: Wargaming with the U.S. Military (Oxford University Press, 2024).

Tra il 2020 e il 2024 la Cina ha rappresentato circa il 60% delle vendite globali di NEV. Questa sigla potrebbe suonare poco familiare, ma basta dire che sto parlando di veicoli elettrici perché tutto diventi subito chiaro. Il dato è significativo ed è accompagnato dalla sensazione che il gigante asiatico sia ormai avviato a diventare la potenza dominante nel settore dei cosiddetti New Energy Vehicles (NEV). Impianti di dimensioni enormi, esportazioni in rapida crescita e un mercato interno affollato di nuovi modelli hanno dato l’impressione di una macchina industriale ormai difficile da fermare.

Nel 2022 — l’anno dell’invasione russa dell’Ucraina e dello shock dei prezzi energetici europei — WindTre ha scelto di entrare nel mercato della luce e del gas in partnership con Acea Energia, puntando su una strategia di “multiservizio” con sconti sul contributo fisso per chi era già cliente mobile o fibra. Il tempismo non è irrilevante: mentre le famiglie italiane scoprivano la volatilità del PUN (Prezzo Unico Nazionale) e del PSV per il gas, gli operatori telco — abituati a gestire milioni di rapporti contrattuali e infrastrutture di fatturazione — hanno visto nell’energia un mercato adiacente naturale, capace di aumentare la “stickiness” del cliente attraverso pacchetti convergenti.

La sicurezza urbana è uno dei temi più discussi nel dibattito politico italiano ed europeo degli ultimi anni, spesso al centro di campagne elettorali e scontri ideologici tra chi ne sottolinea la centralità e chi ne ridimensiona la portata rispetto ad altre priorità sociali. Al di là delle diverse letture politiche del fenomeno, un dato empirico resta: la domanda di strumenti di sicurezza domestica da parte dei cittadini è in costante crescita in tutta Europa, indipendentemente dall’orientamento politico di chi li acquista.

Negli ultimi anni il costo dell’energia è diventato uno degli indicatori più sensibili degli equilibri geopolitici mondiali. Se fino a pochi anni fa il prezzo della luce e del gas era percepito come una semplice variabile economica, oggi è il risultato di un intreccio complesso tra conflitti internazionali, strategie industriali, transizione energetica e sicurezza degli approvvigionamenti.

Chi segue con attenzione le notizie internazionali spesso ha qualcosa in comune: contatti, famiglia o interessi che vanno oltre i confini italiani. Che si tratti di una chiamata settimanale a un parente all’estero, di un socio commerciale in un altro Paese, o semplicemente della necessità di restare connessi durante un viaggio, un dettaglio pratico finisce quasi sempre per pesare più del previsto: il costo delle chiamate e dei dati internazionali.

Chi segue con attenzione l’attualità internazionale conosce bene quanto la situazione di un Paese possa cambiare in fretta: tensioni geopolitiche, scioperi improvvisi, restrizioni sanitarie, disastri naturali. Sono proprio le persone più informate, spesso, a rendersi conto per prime di quanto sia diventato imprevedibile viaggiare rispetto a qualche anno fa — e di quanto poco protegga, in questi scenari, la sola tessera sanitaria europea o l’affidarsi “al buon senso”.