Mese: Settembre 2026

Per molto tempo abbiamo pensato che la geopolitica del XXI secolo sarebbe stata una questione di petrolio, gas e territori. Non è più sufficiente. Il prossimo equilibrio del potere mondiale potrebbe essere deciso da qualcosa di molto meno spettacolare: rame, cobalto, tantalio, germanio, litio e dalle infrastrutture necessarie per estrarli e trasformarli. E in questa partita c’è un Paese che occupa una posizione straordinaria: la Repubblica Democratica del Congo.

Il debito pubblico degli Stati Uniti ha superato i 40.000 miliardi di dollari. Una cifra talmente grande da essere diventata quasi astratta. Si legge, si commenta per qualche minuto poi torna al suo posto nella grande contabilità delle cose enormi e inevitabili. Apparentemente inevitabili.

Il rapporto tra uso della forza militare, legittimità e ordine internazionale rappresenta uno dei temi centrali della riflessione politica di Stanley Hoffmann, politologo americano di origine francese tra i più importanti studiosi delle relazioni internazionali del Novecento. La sua analisi, sviluppata soprattutto nel contesto della Guerra Fredda e dei profondi mutamenti sociali degli anni Sessanta e Settanta, permette di comprendere una trasformazione fondamentale della politica contemporanea: il progressivo indebolimento dell’accettabilità sociale dell’impiego della forza.