Maggioranza in Crisi in Giappone
di Sara Manni · 30 luglio 2025

Le elezioni parlamentari di domenica 27 luglio hanno segnato una pesante sconfitta per il Partito Liberal Democratico (PLD), al potere in Giappone da quasi 70 anni. La coalizione di governo – formata da PLD e Komeito, entrambi conservatori – ha perso la maggioranza in Senato, ottenendo soli 122 senatori su 248 seggi. I due partiti stanno perdendo popolarità da tempo e ad ottobre 2024 avevano già perso la maggioranza alla Camera: è la prima volta dalla sua fondazione (1955) che il PLD si trova a guidare un governo senza maggioranza né alla Camera né al Senato.
Membri influenti del partito hanno chiesto le dimissioni del primo ministro Shigeru Ishiba, che ha dichiarato di voler restare alla guida del partito e del governo nonostante il risultato negativo, anche se negli ultimi giorni sono circolate voci su un possibile passo indietro ad agosto, dopo aver raggiunto l’accordo con Trump sui dazi. Secondo alcuni analisti, un suo eventuale ritiro potrebbe generare una paralisi politica in un momento delicato. Durante la sua leadership, i Liberal Democratici hanno faticato ad affrontare diverse questioni, tra cui l’aumento del prezzo del riso e il malcontento per l’immigrazione.
I principali vincitori delle elezioni sono stati il Partito Costituzionale Democratico per il Popolo – che ha mantenuto lo stesso numero di seggi che aveva prima delle elezioni – e Sanseito, partito di estrema destra, xenofobo, misogino e complottista. La vera sorpresa è stata proprio il successo di quest’ultimo, che è passato da 1 a 14 seggi: Sanseito è stato fondato nel 2020 dal suo leader Sohei Kamiya ed è nato su YouTube da un gruppo di utenti che sostenevano teorie complottiste sulla pandemia da coronavirus e contro i vaccini anti Covid.
Leggi anche: Elezioni in Giappone. Il partito del premier Ishiba perde la maggioranza anche alla Camera Alta
Il partito si è imposto come una delle principali forze di opposizione al governo di centrodestra, in un contesto – quello della politica giapponese – molto statico che difficilmente cede ai cambiamenti. Fino a qualche anno fa infatti, mentre nel resto del mondo prendevano piede leader e partiti antiestablishment, il Giappone sembrava immune all’onda populista: è la prima volta che nel paese un partito che si ispira esplicitamente ai movimenti di estrema destra di Stati Uniti ed Europa – Sanseito è noto ad esempio per il suo slogan “Prima i giapponesi” – ottiene così tanto successo, ed è anche la prima volta che un partito giapponese mette al centro del suo programma il contrasto all’immigrazione, sia regolare che irregolare, un fenomeno numericamente secondario nel paese ma sempre più sentito dalla popolazione, anche a causa del boom turistico e della crisi economica.
Alla fine il Partito Libera Democratico nella storia politica giapponese è sempre sopravvissuto: la domanda è se ce la farà anche questa volta.
Potrebbe interessarti

La Corea del Sud ha un Nuovo Presidente dopo Mesi di Crisi: Chi è Lee Jae-Myung e cosa cambia ora
Con una vittoria netta e una maggioranza parlamentare, il nuovo presidente Lee Jae-myung si prepara a guidare la Corea del Sud verso una nuova fase politica, in un contesto di forte polarizzazione e tensioni globali.

Magdalena Andersson, la leader socialdemocratica che ha guidato la Svezia tra crisi e stabilità
Il Magdalena Andersson è una delle figure più influenti della politica svedese degli ultimi anni. Economista di formazione e dirigente del Partito Socialdemocratico dei Lavoratori di Svezia, ha ricoperto ruoli di primo p

ECOWAS: la Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale tra integrazione, crisi politiche e sfide del futuro
La Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale , nota con l’acronimo inglese ECOWAS ( Economic Community of West African States ) o francese CEDEAO ( Communauté Économique des États de l’Afrique de l’Oues

Attentato a Damasco: segnali di rinascita jihadista e crisi di stabilità in Siria
Il attentato del 22 giugno nella chiesa di Mar Elias a Damasco evidenzia come, nonostante gli sforzi di pacificazione, lo Stato Islamico e altre cellule jihadiste siano ancora operativi e pronti a colpire. In un contesto
