Manuel Noriega e Panama: la CIA, il potere dei militari e l'invasione del 1989
di Redazione · 5 novembre 2026

Per anni è stato un alleato scomodo ma utile. Poi, nel giro di pochi mesi, è diventato il nemico numero uno di Washington. La parabola del generale Manuel Antonio Noriega Moreno racconta molto più della caduta di un dittatore: mostra come, nell'ultima fase della Guerra fredda, gli Stati Uniti trattarono un piccolo Paese strategico come Panama, sede del canale che unisce Atlantico e Pacifico. Dai rapporti con la CIA all'operazione Just Cause del dicembre 1989, ecco come andarono le cose.
Panama prima di Noriega: Torrijos e il canale
Per capire Noriega bisogna partire da Omar Torrijos, l'uomo forte che governò Panama dopo il colpo di Stato del 1968. Nel 1977 firmò con il presidente americano Jimmy Carter i trattati sul canale: la zona controllata dagli Stati Uniti dal 1903 sarebbe passata a Panama entro il 31 dicembre 1999. Fu il suo grande successo, e legò per sempre la politica panamense al tema della sovranità.
Noriega, nato a Panama City l'11 febbraio 1934, crebbe all'ombra di Torrijos, che lo chiamava "il mio gangster". Come capo dell'intelligence militare controllava informazioni, favori e ricatti. Quando Torrijos morì nel 1981 in un incidente aereo mai chiarito del tutto, la successione si risolse a suo favore: nell'agosto 1983 prese il comando delle forze armate, poi ribattezzate Forze di Difesa di Panama (FDP). Da quel momento fu il vero padrone del Paese, chiunque sedesse alla presidenza.
Il rapporto con la CIA
Noriega fu a lungo un informatore pagato dagli americani. Le ricostruzioni divergono sui tempi: l'ex direttore della CIA Stansfield Turner dichiarò nel 1988 che era sul libro paga fin dai primi anni Settanta, mentre altre fonti parlano di un'interruzione nel 1977 e di un ritorno dopo la rivoluzione sandinista in Nicaragua del 1979. Tra il 1976 e il 1977 a capo dell'agenzia c'era George H. W. Bush, che da presidente avrebbe ordinato l'invasione: nel 1988 il democratico Michael Dukakis usò quel precedente in uno spot contro di lui.
Perché Washington lo teneva vicino? Informazioni su Cuba e sull'America centrale, collaborazione logistica e il ruolo di Panama come crocevia durante le guerre sporche degli anni Ottanta, comprese le attività a sostegno dei Contras antisandinisti. Intanto Noriega faceva affari anche con il cartello di Medellín, tra traffico di cocaina e riciclaggio. Secondo molti storici, l'amministrazione Reagan, poi travolta dallo scandalo Iran-Contra, concentrata sull'anticomunismo, scelse a lungo di non guardare troppo da vicino. È il dilemma classico dell'intelligence: usare personaggi equivoci come fonti ha un prezzo politico che prima o poi viene presentato.
Elezioni truccate e omicidi politici
Il potere militare si nascondeva dietro presidenti civili. Il braccio politico del regime era il Partito rivoluzionario democratico (PRD), fondato da Torrijos, che garantiva ai militari una copertura civile e una rete di clientele dentro lo Stato. Alle elezioni del 1984, vinte ufficialmente da Nicolás Ardito Barletta contro il vecchio leader Arnulfo Arias, ci furono forti sospetti di brogli. La svolta arrivò nel settembre 1985, con l'omicidio di Hugo Spadafora, uno dei principali critici dell'esercito: il medico, che aveva denunciato i traffici del regime, fu trovato decapitato in un sacco postale al confine con la Costa Rica. Barletta promise una commissione d'inchiesta indipendente: fu convocato al comando delle FDP e costretto a dimettersi, sostituito dal vicepresidente Eric Arturo Delvalle.
Nel giugno 1987 le accuse del colonnello Roberto Díaz Herrera, ex numero due dell'esercito, fecero esplodere le proteste. Nacque la Crociata civilista nazionale, e il Paese entrò in una lunga crisi.
La rottura con Washington
Nel 1988 due grand jury federali di Miami e Tampa incriminarono Noriega per traffico di droga, racket e riciclaggio. Il 25 febbraio il presidente Delvalle tentò di destituirlo, ma fu l'Assemblea legislativa, controllata dai militari, a rimuovere lui. Washington continuò a riconoscere Delvalle e impose sanzioni economiche. A marzo un golpe guidato dal colonnello Leonidas Macías fallì, e i negoziati per un'uscita di scena del generale si arenarono più volte.
Il voto annullato e l'escalation
Il 7 maggio 1989 l'opposizione, unita attorno a Guillermo Endara, vinse secondo il conteggio degli osservatori. Noriega annullò le elezioni e i candidati furono aggrediti in strada davanti alle telecamere. Il 3 ottobre un nuovo tentativo di colpo di Stato, guidato dal maggiore Moisés Giroldi, venne sventato dal generale: Giroldi fu ucciso e Washington fu accusata di essere rimasta troppo passiva.
Il blitz: operazione Just Cause
Il 15 dicembre 1989 l'Assemblea, docile al generale, dichiarò Panama in stato di guerra con gli Stati Uniti. Il giorno dopo un tenente dei Marines, Robert Paz, fu ucciso a un posto di blocco delle FDP. Bush ordinò l'intervento, già pianificato con il nome in codice Blue Spoon e ribattezzato Just Cause. Scattò all'una di notte del 20 dicembre, ora locale.
Furono impiegati tra i 24.000 e i 27.000 uomini, con paracadutisti, forze speciali, Navy SEAL e, per la prima volta in combattimento, il caccia stealth F-117. Poche ore prima, Endara era stato fatto giurare presidente da un giudice panamense. Bush motivò l'azione con quattro ragioni: proteggere vite americane, difendere la democrazia, combattere il narcotraffico e salvaguardare i trattati sul canale.
La resa e il bilancio
Noriega fuggì e il 24 dicembre si rifugiò nella nunziatura apostolica. Attorno alla sede diplomatica gli americani diffusero musica ad alto volume, un episodio diventato celebre, mentre la Santa Sede chiedeva una soluzione. Dopo giorni di assedio si arrese il 3 gennaio 1990 e fu portato a Miami. Le FDP vennero sciolte; l'operazione si chiuse formalmente il 31 gennaio.
Gli Stati Uniti contarono 23 morti e 325 feriti. Per Panama, secondo l'Enciclopedia Britannica, morirono tra 200 e 300 combattenti e più di 300 civili, ma organizzazioni locali parlano di numeri più alti, e il quartiere popolare di El Chorrillo fu in gran parte distrutto. L'ONU e l'OSA condannarono l'intervento come violazione del diritto internazionale; Washington rispose che aveva agito per difendere i propri cittadini e il voto popolare. In America Latina l'invasione fu vista con sospetto, per il ricordo di decenni di interventi americani nella regione. Il dibattito è ancora aperto.
Dopo Noriega
Noriega fu giudicato a Miami: nell'aprile 1992 il processo, e il 16 settembre la condanna a 40 anni, poi ridotti; ne scontò circa 17. Nel 2010 fu estradato in Francia, dove ricevette sette anni per riciclaggio, e nel 2011 tornò a Panama per rispondere dei crimini del regime. Morì il 29 maggio 2017, a 83 anni, dopo un intervento al cervello.
Endara governò fino al 1994 in un Paese segnato da distruzioni e disoccupazione, e con l'accusa di dovere il potere agli americani, visto che aveva giurato in una base statunitense. Panama avviò comunque una nuova fase democratica, abolì l'esercito nel 1994 e ricevette il canale il 31 dicembre 1999. Il caso Noriega resta un manuale di politica estera: l'alleato utile diventa un ostacolo quando i suoi crimini non servono più.
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