L’Iran è una delle principali potenze del Medio Oriente, ma anche uno dei Paesi più isolati sul piano geopolitico. Dalla Rivoluzione islamica del 1979, Teheran ha costruito la propria politica estera sulla contrapposizione agli Stati Uniti e a Israele e sulla ricerca di una maggiore influenza regionale. Questa strategia l’ha portata a entrare in conflitto, diretto o indiretto, con numerosi attori.
Ma chi sono realmente i principali avversari della Repubblica islamica?
Stati Uniti: il “Grande Satana”
La rivalità tra Washington e Teheran dura da oltre quarant’anni. Dopo la rivoluzione che rovesciò lo Scià Mohammad Reza Pahlavi, alleato degli Stati Uniti, il nuovo regime guidato dall’ayatollah Ruhollah Khomeini trasformò l’antiamericanismo in uno dei pilastri della propria ideologia.
Le tensioni si sono concentrate negli anni sul programma nucleare iraniano, sulle sanzioni economiche, sul sostegno di Teheran ai gruppi armati della regione e sulla presenza militare americana nel Golfo Persico. Ancora oggi i due Paesi non intrattengono relazioni diplomatiche ufficiali.
Israele: il principale rivale regionale
Se gli Stati Uniti rappresentano il principale avversario globale dell’Iran, Israele è il suo nemico strategico nella regione.
Teheran non riconosce lo Stato israeliano e sostiene politicamente e militarmente diversi gruppi armati ostili a Israele, tra cui Hezbollah in Libano e altre organizzazioni palestinesi. Da parte sua, Israele considera il programma nucleare iraniano una minaccia esistenziale e negli ultimi anni ha intensificato operazioni militari e di intelligence contro infrastrutture e figure chiave del sistema iraniano.
Arabia Saudita: la competizione per la leadership del Golfo
Per decenni Arabia Saudita e Iran hanno combattuto una vera e propria “guerra fredda” regionale.
La rivalità nasce sia da motivazioni geopolitiche sia religiose: l’Iran è la principale potenza sciita, mentre Riad si propone come guida del mondo sunnita. I due Paesi hanno sostenuto schieramenti opposti in numerosi conflitti, tra cui Siria, Iraq, Libano e soprattutto Yemen.
Negli ultimi anni i rapporti diplomatici sono migliorati grazie alla mediazione cinese, ma la competizione per l’influenza regionale resta uno dei principali fattori di instabilità del Medio Oriente.
I Paesi del Golfo
Anche gli altri monarchi del Golfo guardano con preoccupazione alla crescente influenza iraniana.
Emirati Arabi Uniti e Bahrein, pur mantenendo approcci diversi, collaborano strettamente con gli Stati Uniti sul piano della sicurezza e hanno rafforzato negli ultimi anni i rapporti con Israele. Il Qatar mantiene invece una posizione più equilibrata, cercando di conservare canali di dialogo sia con Teheran sia con Washington.
I gruppi armati sostenuti da Teheran
Per compensare il divario militare rispetto ai propri avversari, l’Iran ha costruito negli ultimi quarant’anni una vasta rete di alleati armati, spesso definita “Asse della Resistenza”.
Ne fanno parte Hezbollah in Libano, gli Houthi nello Yemen e numerose milizie sciite in Iraq e Siria. Attraverso queste organizzazioni Teheran può esercitare pressione sui propri rivali senza ricorrere necessariamente a uno scontro diretto tra Stati.
La Turchia. rivale ma anche partner
I rapporti tra Iran e Turchia sono più complessi.
I due Paesi competono per l’influenza in Medio Oriente e hanno sostenuto fazioni opposte nella guerra civile siriana. Allo stesso tempo condividono importanti interessi economici, energetici e di sicurezza, mantenendo relazioni diplomatiche e commerciali significative.
Più che nemici, Ankara e Teheran sono concorrenti strategici che alternano cooperazione e rivalità.
Perché l’Iran è circondato da tensioni
La posizione geografica dell’Iran contribuisce ad alimentarne le preoccupazioni strategiche.
Il Paese controlla il versante settentrionale dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale passa una quota rilevante del commercio mondiale di petrolio e gas. Per la leadership iraniana, mantenere capacità di deterrenza è considerato essenziale per evitare isolamento e pressioni esterne.
Per questo Teheran ha investito nello sviluppo di missili balistici, droni e capacità di guerra asimmetrica, facendo affidamento anche sulla propria rete di alleati regionali.
Un equilibrio sempre più fragile
Oggi il principale fronte di contrapposizione vede l’Iran opposto a Stati Uniti e Israele, con il sostegno di diversi partner arabi a Washington. Tuttavia il Medio Oriente non è diviso in due blocchi rigidi: molti Paesi cercano infatti di mantenere rapporti con entrambe le parti per tutelare i propri interessi economici e di sicurezza. Un sistema regionale estremamente instabile, dove crisi locali – dal Libano allo Yemen, dall’Iraq al Golfo Persico – possono rapidamente trasformarsi in confronti internazionali. Comprendere chi sono gli avversari dell’Iran significa quindi comprendere anche gli equilibri, sempre più delicati, dell’intero Medio Oriente.
