Pakistan e Afghanistan tornano sull’orlo di un conflitto dichiarato. Nelle ultime ore Pakistan ha lanciato attacchi aerei su Kabul e su altre aree del territorio afghano, poche ore dopo un’azione oltre confine attribuita alle forze di Kabul. Un’escalation che riaccende le tensioni tra due vicini storicamente fragili, nonostante il cessate-il-fuoco firmato lo scorso anno con la mediazione del Qatar.
Secondo il governo talebano, giovedì sera reparti afghani avrebbero colpito postazioni pakistane lungo la frontiera, in risposta a precedenti bombardamenti ritenuti responsabili di vittime civili. All’alba di venerdì almeno tre forti esplosioni sono state avvertite nella capitale Kabul. Al momento non vi sono conferme ufficiali su obiettivi militari o sul numero delle vittime.
Da Islamabad il tono si è fatto immediatamente durissimo. Il primo ministro Shehbaz Sharif ha dichiarato che le forze armate sono pronte a “schiacciare” chiunque minacci la sicurezza nazionale, assicurando che il Paese è “spalla a spalla” con il proprio esercito. Ancora più esplicito il ministro della Difesa Khawaja Mohammad Asif, che in un messaggio pubblicato su X ha parlato apertamente di “guerra”, accusando i talebani di aver trasformato l’Afghanistan in una piattaforma che “esporta terrorismo”.
Da Afghanistan, per ora, nessuna replica ufficiale.
Le relazioni tra i due Paesi erano già precipitate dopo gli scontri di ottobre, che avevano provocato oltre settanta morti complessivi e portato alla chiusura di gran parte dei valichi terrestri. Islamabad continua ad accusare Kabul di non contrastare efficacemente i gruppi armati responsabili di attentati in territorio pakistano; i talebani respingono le accuse.
Sul piano internazionale, l’Organizzazione delle Nazioni Unite prova a contenere la crisi. Il segretario generale António Guterres ha invitato entrambe le parti a proteggere i civili e a tornare al tavolo negoziale. Per Islamabad, tuttavia, i raid rappresentano una risposta “proporzionata” agli attacchi subiti.
Intanto cresce il numero degli sfollati. Un campo profughi nei pressi del valico di Torkham è stato evacuato dopo la morte di tredici persone, tra cui donne e bambini. Anche sul lato pakistano, residenti e rifugiati vengono trasferiti verso aree ritenute più sicure, mentre il timore di un conflitto su larga scala si fa sempre più concreto.
