L’Oman è considerato uno dei Paesi più stabili politicamente della regione, con una posizione geo-strategica di grande rilievo grazie all’accesso diretto allo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più importanti al mondo per il trasporto di petrolio. La politica estera del Sultanato si distingue per un approccio pragmatico e dialogante, volto a mantenere rapporti costruttivi con tutti i principali attori regionali. L’avvicendamento del Sultano nel 2020 non ha comportato cambiamenti sostanziali nella linea diplomatica: l’Oman continua a privilegiare la ricerca di soluzioni pacifiche alle tensioni nell’area del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), promuovendo la coesistenza pacifica e il rispetto della sovranità altrui.
Il Sultanato mantiene legami storicamente forti con l’Occidente, in particolare con Regno Unito e Stati Uniti, pur conservando una forte vocazione islamica. Allo stesso tempo, l’Oman ha sviluppato una spiccata proiezione verso l’Asia: i rapporti politici ed economici con l’India, insieme al consistente commercio con i Paesi del subcontinente e dell’Estremo Oriente, costituiscono il cuore della strategia nazionale volta a valorizzare la posizione geo-economica del Paese. Le esportazioni di petrolio sono infatti quasi interamente dirette verso il mercato asiatico, mentre i legami con i Paesi dell’Asia Centrale crescono in relazione all’importanza strategica del settore energetico.
Pur difendendo con attenzione la propria autonomia, soprattutto su questioni sensibili come i rapporti con Israele, l’Oman sostiene una visione politica panaraba. Il Sultanato partecipa attivamente alle iniziative e alle decisioni dei principali forum islamici e arabi, dalla Lega Araba all’Organizzazione della Cooperazione Islamica, fino al GCC, pur mantenendo libertà di decisione su questioni nazionali chiave.
Negli ultimi anni, il Sultanato ha svolto un ruolo di mediatore nei principali conflitti regionali: ha facilitato il dialogo tra Iran e Arabia Saudita, supportato il rientro della Siria nella Lega Araba nel 2023 e mantenuto una posizione di mediazione nello Yemen. Tuttavia, durante la guerra a Gaza del 2023-2025, l’Oman ha inasprito il tono verso Israele, rispondendo alle pressioni dell’opinione pubblica interna e regionale.
L’Oman conferma la propria reputazione di Paese equilibrato e affidabile nel Golfo, capace di combinare pragmatismo diplomatico, rapporti strategici con Occidente e Asia e una tradizione consolidata di mediazione nei conflitti regionali.
