Masoud Pezeshkian è oggi una delle figure centrali della politica mediorientale. Nato il 29 settembre 1954 a Mahabad, in Iran, è presidente della Repubblica Islamica dal 28 luglio 2024 e rappresenta una delle espressioni più rilevanti della corrente riformista iraniana. La sua ascesa al potere arriva in un momento di forte tensione internazionale, rendendo il suo ruolo ancora più strategico.
Prima di intraprendere la carriera politica, Pezeshkian si è formato in campo medico, diventando un affermato cardiochirurgo. Questo percorso ha segnato profondamente il suo approccio alla politica, spesso descritto come pragmatico e orientato al benessere sociale. La sua esperienza accademica lo ha portato anche a ricoprire il ruolo di rettore dell’Università di Scienze Mediche di Tabriz, consolidando la sua reputazione nel settore sanitario.
La sua vita personale è stata segnata da una tragedia: nel 1994 perse la moglie e uno dei suoi quattro figli in un incidente stradale. Un evento che, secondo diversi osservatori, ha influenzato profondamente la sua visione umana e politica.
Il percorso istituzionale di Pezeshkian è lungo e articolato. È stato ministro della Sanità e dell’Istruzione medica tra il 2001 e il 2005, per poi entrare stabilmente nel Parlamento iraniano, dove ha rappresentato il distretto di Tabriz, Osku e Azarshahr dal 2008 al 2024. Dal 2016 al 2020 ha inoltre ricoperto la carica di primo vicepresidente del Parlamento, rafforzando il suo peso politico a livello nazionale.
La sua corsa alla presidenza è stata tutt’altro che lineare. Dopo un primo tentativo nel 2013, conclusosi con il ritiro, e una candidatura respinta nel 2021, Pezeshkian è riuscito a imporsi nel 2024. In quell’occasione ha sconfitto al secondo turno il candidato conservatore Saeed Jalili, ottenendo oltre 16 milioni di voti su circa 30 milioni complessivi. Una vittoria significativa, che ha segnato un ritorno dei riformisti alla guida del Paese.
Il 28 luglio 2024 ha assunto ufficialmente la presidenza, nel giorno della cerimonia di sostegno da parte della Guida suprema, prestando poi giuramento formale il 30 luglio. Da quel momento, Pezeshkian si trova a gestire un Iran attraversato da sfide interne ed esterne, tra pressioni economiche, tensioni geopolitiche e richieste di cambiamento da parte della popolazione.
La sua figura si colloca dunque al crocevia tra riformismo e stabilità istituzionale, in un equilibrio delicato che potrebbe determinare il futuro del Paese e il suo ruolo nello scenario internazionale.
