Nel pieno di tensioni geopolitiche e frammentazione economica globale, l’India ha accelerato una trasformazione significativa della propria politica commerciale. Tradizionalmente prudente verso accordi vincolanti, Nuova Delhi sta oggi perseguendo una strategia più assertiva e multilaterale.
Negli ultimi anni l’India ha intrapreso una trasformazione significativa della propria politica economica internazionale, abbandonando progressivamente l’approccio prudente che aveva caratterizzato decenni di negoziati commerciali. Il 2025 segna un punto di accelerazione di questa strategia, con nuovi accordi e trattative che riflettono l’ambizione di Nuova Delhi di diventare un hub produttivo globale alternativo alla Cina.
Il 6 maggio 2025 è stato firmato l’accordo di libero scambio con il Regno Unito, il più importante per Londra dopo la Brexit. L’intesa prevede l’eliminazione graduale della quasi totalità dei dazi reciproci e una maggiore mobilità per professionisti e lavoratori qualificati. Per l’India si tratta non solo di un’opportunità commerciale, ma anche di un segnale politico: dimostrare di poter negoziare da pari a pari con economie avanzate.
Parallelamente, proseguono i negoziati con gli Stati Uniti, con l’obiettivo ambizioso di portare l’interscambio a 500 miliardi di dollari entro il 2030. Nuova Delhi ha mostrato disponibilità a ridurre sensibilmente il proprio differenziale tariffario medio, chiedendo in cambio stabilità normativa e accesso a settori strategici come semiconduttori ed energia.
Anche il dialogo con l’Unione Europea è entrato in una fase decisiva. Dopo anni di stallo su agricoltura, farmaceutica e standard ambientali, le parti sembrano più vicine a un compromesso. In gioco non c’è soltanto un accordo commerciale, ma la ridefinizione di catene del valore sempre più orientate alla diversificazione rispetto alla Cina.
Questa nuova postura risponde a una logica precisa: posizionare l’India come alternativa credibile nella strategia “China + 1” perseguita da molte multinazionali. Attraverso programmi come Make in India e incentivi alla produzione, Nuova Delhi intende rafforzare la propria base manifatturiera e attrarre capitali. Tuttavia, le sfide restano considerevoli. L’India mantiene ancora barriere tariffarie elevate in diversi settori e presenta criticità infrastrutturali e burocratiche che possono scoraggiare gli investitori. Inoltre, la competizione con altri paesi emergenti per attrarre capitali internazionali è sempre più intensa.
Nonostante queste difficoltà, la traiettoria appare chiara: l’India vuole trasformarsi da economia prevalentemente domestica a protagonista del commercio globale. Se riuscirà a consolidare le riforme interne e a concludere accordi commerciali ambiziosi, potrebbe diventare uno dei pilastri della nuova geografia economica internazionale. La diplomazia economica diventa così uno strumento di potenza. In un mondo segnato dal de-risking e dalla competizione sistemica, l’India punta a trasformare la propria dimensione demografica e il proprio mercato interno in leve negoziali decisive.
