Le forze israeliane hanno interrotto i collegamenti tra le regioni di Nabatieh e Bint Jbeil colpendo il ponte Kaakaiyet el-Jisr sul fiume Litani. L’attacco rientra in un’operazione avviata lo scorso 18 marzo, su ordine del ministro della Difesa Israel Katz, con l’obiettivo dichiarato di distruggere tutti i ponti che attraversano il fiume, considerati strategici per le linee di rifornimento di Hezbollah.
Nelle ultime 24 ore, Israele ha bombardato due volte il ponte di Qasmiyeh, un nodo fondamentale tra Tyre e Sidone. Secondo il presidente libanese Joseph Aoun, la distruzione di Qasmiyeh potrebbe essere “il preludio a un’invasione terrestre”, anche se le truppe israeliane hanno già attraversato la frontiera e stanno conducendo operazioni dirette nel Libano meridionale. Tel Aviv giustifica le azioni come necessarie a interrompere le infrastrutture di Hezbollah, mentre contestualmente procede alla demolizione di abitazioni nelle zone più vicine al confine.
Proseguono anche i bombardamenti su città e villaggi: dall’inizio della notte sono state colpite almeno 69 località, secondo l’Agenzia nazionale libanese (NNA). Gli attacchi combinano artiglieria di terra e raid aerei, causando una vittima e due feriti. Tra questi, un motociclista colpito a Majdal Selem, nel governatorato di Nabatieh. L’Orient Le Jour riferisce che in alcuni attacchi è stato impiegato fosforo bianco, un’arma vietata dal diritto internazionale per il suo elevato rischio sui civili, già usata da Israele dall’inizio delle ostilità contro Hezbollah il primo marzo.
Intanto Hezbollah continua a rispondere con lanci verso Israele, provocando ieri la prima vittima nel nord del Paese, secondo quanto riportato da Al Jazeera. Dall’altra parte, il bilancio libanese supera il migliaio di morti, con più di un milione di sfollati interni.