Nella serata di ieri, il Primo Ministro francese François Bayrou è stato travolto da una mozione di sfiducia in Assemblea Nazionale, perdendo con 364 voti contrari contro 194 favorevoli. Di conseguenza, ha annunciato l’intenzione di dimettersi e di presentare le sue dimissioni al Presidente Macron. Si tratta della quarta caduta di un governo in Francia dal 2022, su una scia di profonda instabilità politica.
Le ragioni del tracollo
Piano d’austerità impopolare
Bayrou aveva presentato un piano per tagliare circa 44 miliardi di euro dal budget, che prevedeva tra l’altro l’abolizione di due giorni festivi e la riduzione della spesa pubblica. Le misure sono state percepite come troppo dure, scatenando reazioni contrarie da parte di deputati e cittadini.
Parlamento frammentato e opposizioni unite
Le elezioni anticipate del 2024 avevano portato a una legislatura caratterizzata da un’assenza di maggioranza chiara, con tre blocchi principali: centristi, sinistra, ed estrema destra. Questa divisione ha reso quasi impossibile trovare un equilibrio stabile.
Cadute precedenti e tempo limitato
Bayrou è il terzo Primo Ministro caduto in meno di un anno; l’insediamento era avvenuto a dicembre 2024, dopo la caduta del governo Barnier, e la sua gestione è durata appena nove mesi.
Clima di confronto e accuse trasversali
Bayrou aveva denunciato un “chiaro conflitto” tra i partiti, definendoli in “guerra civile aperta” e uniti solo per far cadere il governo, a sua detta.
Conseguenze immediate e scenari futuri
Instabilità economica
Secondo la confederazione degli imprenditori Medef, la situazione politica genera “conseguenze immediate”: blocco degli investimenti, calo della fiducia, rischio per l’occupazione. Alcuni settori, edilizia, chimica, turismo, già mostrano difficoltà crescenti.
Tensioni sociali in aumento
Sono previste proteste di piazza, con mobilitazioni come quella del movimento “Blocchiamo tutto”, paragonata ai movimenti dei gilet gialli, confermando un clima sociale acceso.
Decisioni da prendere: nuovo premier o elezioni anticipate
Il Presidente Macron ha ora due opzioni sul tavolo: nominare un nuovo Primo Ministro o indire nuove elezioni anticipate – opzione spinta dalla destra populista (Marine Le Pen) e parte della sinistra. Tuttavia, per ora Macron ha escluso di voler sciogliere l’Assemblea.
